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caro carburanti

Si muovono gli agricoltori siciliani, assemblea e presidi: «Il pomodoro a 8 euro al kg non è un problema solo nostro»

Si muovono in sinergia con gli armatori che hanno già annunciato il blocco dello Stretto. Lunedì i trattori saranno sulla Palermo-Agrigento. «Stavolta non ci facciamo infiltrare dalla politica»

25 Settembre 2026, 14:21

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C'è un altro tassello che si aggiunge al mondo produttivo che in Sicilia ha deciso di scendere in strada. Sono gli agricoltori che si riconoscono in alcuni movimenti e sigle, soprattutto della parte occidentale dell'Isola: Agrisat, il Movimento spontaneo degli agricoltori della Valle del Belìce e quelli delle Madonie. Il caro carburanti è solo la goccia finale, la piattaforma di richieste a sostegno dell'agricoltura è più ampia. E lunedì cominceranno a muovere i loro trattori con un presidio sulla strada statale Palermo-Agrigento al bivio Bolognetta.

«In Sicilia siamo 120mila partite Iva agricole, se ci mettessimo insieme saremmo una potenza», è l'invito di uno degli organizzatori, Franco Calderone, produttore vitivinicolo e volto noto di varie proteste degli ultimi due decenni. C'era quando i Forconi, ormai 13 anni fa, salirono alla ribalta nazionale. C'era ancora due anni fa, nell'ultimo sussulto del mondo della terra che provò ad organizzarsi in cortei e presidi. Ma la fiammata durò poco. «Scoprimmo di essere infiltrati dalla politica di Cuffaro e della Lega, stavolta non sarà così», promette Calderone. 

Gli agricoltori domani si riuniranno all'hotel Federico II di Enna per contarsi, discutere di richieste, organizzare la movimentazione contro «la politica che svende il nostro comparto». Tentativi di confronti istituzionali dicono di averne già fatti abbastanza. Ricordano di avere presentato già ad aprile le richieste - a cominciare da un prezzo agevolato per il gasolio agricolo ormai arrivato oltre 1,70 euro a litro - all'assessore regionale Luca Sammartino, al presidente Renato Schifani e alla Prefettura di Palermo. Ma non è arrivata alcuna risposta.

«I temi che solleviamo non sono solo della nostra categoria - spiega Calderone - se un chilo di pomodoro arriva a costare otto euro al chilo, di chi è il problema? Solo degli agricoltori o anche dei consumatori? Lo hanno capito anche tanti professionisti e docenti universitari che sono con noi. Puntiamo a coinvolgere tutta la filiera dell'alimentazione».

La loro protesta cammina in sinergia e parallelamente a quella degli armatori e dei pescatori che dall'altra parte dell'Isola hanno annunciato il blocco dello Stretto di Messina il 22 ottobre. I due gruppi rimangono in contatto. Mentre una strada a sé hanno preso gli autotrasportatori che si riconoscono nel Comitato trasportatori siciliani: questi ultimi, come già successo in passato, hanno prima minacciato un blocco per poi trovare a stretto giro una soluzione con il governo regionale e scendere a più miti consigli.