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L'evento

Ance Siracusa celebra 70 anni: casa, rigenerazione urbana e nuove prospettive per l’edilizia

Il presidente nazionale Antonio Ciucci: “Il Piano Casa è tornato centrale. Servono abitazioni accessibili, sicure e un programma pluriennale per riqualificare il patrimonio immobiliare”

25 Settembre 2026, 14:51

15:00

Ance Siracusa celebra 70 anni: casa, rigenerazione urbana e nuove prospettive per l’edilizia

Il settore delle costruzioni guarda a una nuova stagione di sviluppo, tra politiche abitative, rigenerazione urbana e recupero del patrimonio esistente. È questo il messaggio emerso a Siracusa in occasione delle celebrazioni per i 70 anni di Ance Siracusa, appuntamento che ha riunito rappresentanti del mondo imprenditoriale, istituzioni e operatori del comparto edile.

Al centro del confronto è tornato il tema della casa, considerato una delle principali emergenze sociali ed economiche del Paese. Il presidente nazionale dell’Ance, Antonio Ciucci, ha sottolineato come il Piano Casa sia nuovamente al centro dell’agenda del Governo, evidenziando la necessità di costruire una politica abitativa capace di rispondere alle esigenze delle famiglie.

«La casa deve essere accessibile, vivibile e sicura», ha affermato Ciucci, spiegando che l’associazione è pronta a presentare proposte per migliorare il piano già esistente e renderlo più efficace rispetto alle necessità del territorio e del mercato.

Riqualificare gli immobili e rispondere al fabbisogno abitativo

Secondo il presidente nazionale dei costruttori, il Paese deve affrontare il fabbisogno abitativo attraverso una strategia articolata, che non si limiti alla realizzazione di nuove abitazioni, ma punti soprattutto alla riqualificazione del patrimonio già disponibile.

La priorità, ha spiegato Ciucci, è recuperare gli edifici esistenti, migliorarne l’efficienza e renderli più adeguati alle nuove condizioni climatiche e ambientali. Il cambiamento climatico, ha osservato, rende sempre più urgente garantire abitazioni confortevoli e sicure, indipendentemente dagli obblighi e dagli indirizzi provenienti dall’Unione europea.

Particolare attenzione è stata dedicata anche al consumo energetico degli immobili. Il patrimonio edilizio italiano, secondo quanto evidenziato dal presidente dell’Ance, assorbe una quota molto significativa dell’energia nazionale, pari a circa il 46 per cento. Da qui la necessità di un piano di interventi stabile, sostenibile e programmato nel lungo periodo.

Il nodo del Superbonus

Nel suo intervento, Ciucci ha affrontato anche il tema del Superbonus, definendolo un provvedimento fondato su un principio valido, ma caratterizzato da un’applicazione che ha prodotto numerose criticità.

L’obiettivo, ha sostenuto, non dovrebbe essere quello di abbandonare il percorso di riqualificazione energetica e strutturale degli edifici, bensì di ripartire dagli errori commessi per costruire un sistema più equilibrato e controllato.

«Dobbiamo correggere ciò che non ha funzionato e pensare soprattutto a un piano pluriennale, possibilmente decennale», ha affermato il presidente dell’Ance, indicando nella programmazione di lungo periodo la condizione necessaria per consentire a famiglie, imprese e istituzioni di pianificare gli interventi.

Ferrante: “Il nuovo Piano Casa punta a 100mila alloggi in dieci anni”

Alle celebrazioni per l’anniversario di Ance Siracusa è intervenuto anche il sottosegretario al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Tullio Ferrante, che ha definito i 70 anni dell’associazione un momento importante per riflettere sul ruolo svolto dalle imprese, dai lavoratori e dai professionisti nello sviluppo del territorio.

Ferrante ha sottolineato che il tema dell’abitare è tornato al centro dell’agenda politica e ha illustrato gli obiettivi del nuovo Piano Casa, che punta a rendere disponibili 100mila alloggi nell’arco di dieci anni.

Il progetto dovrebbe concentrarsi sul recupero degli immobili pubblici, sulla rigenerazione delle aree urbane e sulla realizzazione di nuove abitazioni destinate all’housing sociale. L’intento è aumentare l’offerta abitativa senza ricorrere a nuovo consumo di suolo.

Recupero del patrimonio pubblico e opere incompiute

Nel suo intervento, il sottosegretario ha riferito di avere affrontato con il commissario straordinario per il Piano Casa, Felice Squitieri, la necessità di coordinare la ricognizione del patrimonio pubblico e gli interventi di recupero degli immobili.

Una maggiore conoscenza degli edifici disponibili e delle strutture inutilizzate, secondo Ferrante, consentirebbe di ampliare l’offerta abitativa e di restituire una funzione sociale a spazi oggi abbandonati o sottoutilizzati.

Il tema si intreccia con quello delle opere pubbliche incompiute. Dopo l’approvazione della norma che assegna nuove risorse ai Comuni e l’avvio di un tavolo tecnico presso il ministero, è stato avviato un percorso per il recupero, il completamento e la rifunzionalizzazione delle opere rimaste ferme.

La politica abitativa contro lo spopolamento

Per Ferrante, una politica abitativa strutturale può diventare anche uno strumento di contrasto allo spopolamento e di rilancio dei territori. La disponibilità di alloggi, servizi e infrastrutture può infatti contribuire ad attrarre nuovi residenti, sostenere le famiglie e creare condizioni favorevoli per lo sviluppo economico e sociale.

In questa prospettiva, la collaborazione tra imprese e amministrazioni pubbliche assume un ruolo decisivo. Servono regole chiare, tempi certi, una programmazione efficace e la capacità di favorire l’incontro tra investimenti privati e risorse istituzionali.

Un anniversario che guarda al futuro

Il settantesimo anniversario di Ance Siracusa non è stato soltanto un momento celebrativo, ma anche l’occasione per delineare le sfide che attendono il comparto delle costruzioni.

Da una parte, le imprese chiedono strumenti di programmazione stabili e una politica abitativa capace di accompagnare la trasformazione del patrimonio edilizio. Dall’altra, le istituzioni puntano sul recupero degli immobili, sulla rigenerazione urbana e sull’housing sociale per rispondere alle nuove esigenze della popolazione.

Il futuro dell’edilizia, è emerso dal confronto di Siracusa, passa dunque dalla capacità di coniugare sostenibilità, innovazione e inclusione sociale. Una sfida che coinvolge imprese, amministrazioni e cittadini e che potrebbe aprire una nuova fase per il settore delle costruzioni, in Sicilia e nel resto del Paese.