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Scuola, in Sicilia quasi 31mila studenti stranieri: come sono distribuiti nelle province

I dati ufficiali del Ministero dell'Istruzione e lo studio della Fondazione Ismu tracciano la mappa dell'integrazione nell'anno scolastico 2024-2025

25 Settembre 2026, 18:08

Scuola, in Sicilia quasi 31mila studenti stranieri: come sono distribuiti nelle province

L’Ufficio scolastico regionale della Sicilia sta esaminando con attenzione il decreto legge sulla scuola approvato dal governo, per valutarne gli effetti sulla composizione delle classi nell’isola. In queste ore il direttore generale dell’Usr, Filippo Serra, è a Roma per una serie di riunioni operative presso il Ministero dell’Istruzione e del Merito.

Fulcro dell’analisi è la mappatura della presenza di studenti con cittadinanza non italiana nelle nove province siciliane: per l’anno scolastico 2024-2025 se ne contano complessivamente 30.977. I dati ufficiali del portale del Mim restituiscono un quadro con forti concentrazioni in specifiche aree territoriali.

La provincia con il maggior numero di alunni stranieri è Ragusa, con 6.689 iscritti, pari al 21,6% del totale regionale. Seguono i due principali poli metropolitani: Catania con 5.281 studenti (17%) e Palermo con 5.210 (16,8%). Subito dopo Messina registra 4.324 presenze (14%), mentre Trapani si attesta a 3.016 (9,7%). Nella fascia intermedia figurano Siracusa con 2.453 ragazzi (7,9%) e Agrigento con 2.448 (7,9%). Chiudono l’elenco le realtà dell’entroterra: Caltanissetta con 1.050 alunni ed Enna con 506, pari all’1,6% del totale regionale.

Accanto ai dati provinciali del Ministero, un’analisi della Fondazione Ismu (Iniziative e Studi sulla mobilità umana) su rilevazioni Istat relative al medesimo anno scolastico approfondisce la distribuzione per ordine e grado: nella scuola dell’infanzia si contano 5.402 bambini stranieri (4,8% degli iscritti), nella primaria 10.253 (4,9%), nella secondaria di primo grado 6.416 (4,7%) e nella secondaria di secondo grado 7.900 (3,4%).

L’incrocio tra gli indicatori demografici e l’applicazione delle nuove direttive nazionali costituisce ora il nodo centrale del lavoro dell’Usr, chiamato a bilanciare gli obiettivi di inclusione con le esigenze organizzative e didattiche degli istituti dell’isola.