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Libero Consorzio, l’allarme della Uil Fp: «Così i servizi sono a rischio»

Il sindacato chiede risorse adeguate e un tavolo con Stato, Regione e rappresentanti del territorio

26 Settembre 2026, 02:00

Libero Consorzio, l’allarme della Uil Fp: «Così i servizi sono a rischio»

Il futuro del Libero Consorzio comunale di Siracusa torna al centro del confronto politico e sindacale. A riaccendere l’attenzione è la Uil Fp, che attraverso la segretaria provinciale Alda Altamore sollecita un intervento immediato sulla situazione finanziaria dell’Ente e, in particolare, sugli effetti del cosiddetto prelievo forzoso.

Secondo il sindacato, il meccanismo di finanza pubblica continua a sottrarre risorse a un’amministrazione già in difficoltà, riducendo sensibilmente la possibilità di programmare interventi e garantire servizi essenziali. Una condizione che, denuncia Altamore, non può essere affrontata con soluzioni temporanee o con il semplice trasferimento delle responsabilità tra Stato, Regione e rappresentanti del territorio.

«Il problema non è più rinviabile e non può essere utilizzato come terreno per un continuo scaricabarile istituzionale», sostiene la segretaria provinciale della Uil Fp, chiedendo alla deputazione regionale e nazionale siracusana di assumere una posizione chiara e di promuovere un’azione comune nelle sedi competenti.

La questione non riguarda soltanto gli equilibri di bilancio. Le difficoltà economiche del Libero Consorzio incidono direttamente sulla capacità dell’Ente di svolgere le proprie funzioni e di intervenire su ambiti che interessano quotidianamente cittadini, famiglie e lavoratori. Tra le principali criticità figurano la manutenzione delle strade provinciali, la sicurezza degli edifici scolastici e i servizi rivolti agli studenti con disabilità. In assenza di fondi adeguati, osserva la Uil Fp, diventa più complicato pianificare lavori, affrontare le emergenze e rispettare gli impegni istituzionali. A risentirne sono soprattutto i territori più periferici, gli utenti dei servizi e il personale dell’Ente. Per questo il sindacato propone l’apertura di un tavolo istituzionale che coinvolga il Governo nazionale, la Regione Siciliana, la rappresentanza parlamentare e regionale della provincia, oltre ai vertici del Libero Consorzio.