l'indagine
Il giallo della morte di Noemi, otto ore di rilievi senza sosta nelle case di Giarre di Toni
Gli specialisti del RIS hanno setacciato le abitazioni riconducibili all'unico indagato alla ricerca di tracce biologiche sulla morte di Impellizzeri
Oltre otto ore di rilievi capillari e incessanti. Si è concluso il lungo e articolato sopralluogo degli specialisti del RIS dei Carabinieri di Messina, che hanno setacciato a Giarre da cima a fondo le due abitazioni riconducibili a Toni Proietto, l'unico iscritto nel registro degli indagati per la morte di Noemi Impellizzeri, la 33enne trovata priva di vita lo scorso 23 agosto nella sua abitazione di via Circumvallazione a Riposto.
Le complesse operazioni peritali della Sezione Scientifica dell'Arma, condotte sul campo sotto la direzione del comandante della sezione Biologica, il colonnello Carlo Romano, si sono focalizzate su due obiettivi precisi: il casolare di Vico Costanzo, una struttura rurale situata all'interno di una corte su cui si affacciano quattro distinte casupole dove Proietto risiede; l'abitazione dei genitori in via D'Aquino, immobile frequentato quotidianamente dall'uomo per accudire e prestare assistenza all'anziana madre.

I carabinieri del Ris e della Sis di Catania, hanno prelevato dal casolare un impianto di videosorveglianza dismesso e la cordicella di una tenda. Successivamente, gli investigatori nella casa di via D'Aquino, ispezionando capillarmente ogni ambiente con l'ausilio del luminol, hanno posto sotto sequestro un paio di scarpe da tennis e una t-shirt appartenenti a Toni e altri oggetti ritenuti di primario interesse operativo.
Gli esperti dell'Arma hanno esaminato minuziosamente ogni stanza e ambiente delle due strutture per raccogliere elementi biologici, tracce chimiche e reperti utili a ricostruire l'esatta dinamica dei fatti e a verificare la fondatezza delle diverse ipotesi investigative al vaglio della Procura.
