il corteo
Catania, la processione laica del sudario con i nomi degli oltre 18mila bambini uccisi a Gaza
Centinaia di persone ieri sera hanno partecipato all'iniziativa, alternando un silenzio irreale spezzato dallo scandire dei nomi dei piccoli a interventi degli organizzatori
Il sudario si snoda lungo le vie del centro di Catania, portato a braccia da centinaia di persone che avanzano in un silenzio irreale. Un silenzio rotto solo dal lento scandire dei nomi dei 18.457 piccoli palestinesi e dei 18 loro coetanei israeliani uccisi a Gaza dal 7 ottobre del 2023 fino alla finta tregua dichiarata il 31 luglio 2025. Un numero enorme la cui lettura richiede otto ore di tempo.

Una processione laica nata da un’idea del professore Giovanni Giuseppe Susino che ha proposto ai suoi allievi dell’istituto Giorgio La Pira di Pozzallo di fissare i nomi delle piccole vittime palestinesi su lenzuoli matrimoniali. Ne sono serviti ben 29 che, cuciti l’uno all’altro, sono andati a formare il “Sudario della memoria viva” cui si aggiunge un lenzuolo bianco in ricordo delle piccole vittime di ogni guerra.
La processione ha inizio al porto, da dove l’anno scorso sono partite le grandi manifestazioni per fermare il genocidio in Palestina e da dove sono partite le barche della Flotilla nel tentativo di rompere l’embargo e il silenzio dell’Occidente che grava ancora su questo continuo massacro. Un silenzio che i manifestanti, ieri, hanno voluto rompere con il suono dei “riscignoli”, i fischietti ad acqua della tradizione siciliana che i bambini, unici cui era consentito di farlo, suonavano nel periodo della Passione, quando Cristo non è ancora risorto.

Un canto di dolore e di speranza, come quello che ieri si è levato lungo il tragitto che dal porto ha attraversato piazza Cutelli, via Vittorio Emanuele, piazza Duomo, via Garibaldi, piazza Mazzini, piazza San Francesco d’Assisi e via Crociferi dove la tromba di Emanuele Leotta ha elevato una preghiera in musica davanti alla chiesa delle Benedettine, un modo per ringraziarle del loro impegno per la pace.
Durante il cammino il sudario si è fermato più volte per dare spazio alla parola dei tanti promotori di questa iniziativa, messaggeri di pace. Tra loro le associazioni promotrici tra cui la rete Restiamo Umani, il comitato Catanesi solidali con il popolo palestinese, Amnesty International, Donne per la Palestina, Udi, Osservatorio urbano e laboratorio politico, Agesci, comitato Religioni in dialogo, e i rappresentanti dell’Arcidiocesi, della Chiesa Valdese e Battista e della Moschea di Catania. Riflessioni intrecciate di musica e canti.

Tutti i partecipanti hanno voluto portare a turno il “Sudario della memoria” sentendo la commozione e la responsabilità di reggere il peso di quelle morti, di quelle vite spezzate che non hanno avuto la possibilità di sbocciare e di sperare. Non vittime collaterali, come viene ripetuto colpevolmente, ma bersaglio voluto delle bombe e dei cecchini e di chi, nell’eliminare i più piccoli e le donne incinte, vuole sradicare la stessa vita e cultura di un popolo. Per loro era prevista una lunga veglia notturna, poi sospesa a causa della pioggia che ha sorpreso il corteo poco prima dell’arrivo in piazza Stesicoro.


