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In città

Giaciglio di fortuna per una donna in via Domenico Tempio: scene di degrado urbano e sociale a Catania

La donna è stata vista dormire su un materasso adagiato su un marciapiede

27 Settembre 2026, 10:38

10:40

Giaciglio di fortuna per una donna in via Domenico Tempio: scene di degrado urbano e sociale a Catania

C’è una città che continua a vivere, a correre, a guardare avanti frenetica, distratta. Un’altra Catania, appena più in là, resta ferma sui marciapiedi, agli angoli dimenticati delle strade, dove il degrado diventa parte del paesaggio e l’emarginazione è cruda normalità.

In via Domenico Tempio, nei pressi del porto di Catania, una donna dorme su un materasso, un giaciglio di fortuna. Non è soltanto l’immagine della povertà, è la ferita di una città che scorre ignorando l’evidenza. Un materasso abbandonato ai margini della strada, ai margini della società, può sembrare, soltanto un elemento del degrado. Ma sopra, una storia di indigenza e problemi mentali. Una persona, una donna, che per una notte o forse per molte, chi lo sa, non ha un luogo più sicuro, dignitoso, umano dove riposare.

È qui che convergono degrado urbano e sociale. Da una parte strade, marciapiedi e spazi pubblici che mostrano i segni dell’incuria, dall’altra le persone che hanno perso, rete familiare, dimensione sociale, la stabilità. Due forme di abbandono che finiscono per sovrapporsi, sotto sguardi miopi e volutamente distratti.

Il rischio non è soltanto quello di abituarsi ai rifiuti, agli antri in stato d’abbandono, al degrado, è abituarsi alle persone che li vivono. Passare accanto a qualcuno che dorme all’aperto e considerarlo parte del paesaggio. Abbassare lo sguardo, cambiare marciapiede, accelerare il passo, perché piuttosto che aiutare, fuggiamo quelle che sono anche nostre responsabilità. E così una situazione straordinaria diventa ordinaria. E riprendendo quanto espresso da sociologi e pensatori è proprio vero affermare che il livello di civiltà di una società, si misura da come tratta chi è rimasto indietro. Il decoro urbano, la pulizia delle strade è una priorità, la sicurezza un diritto, ma nessuno di questi obiettivi dovrebbe essere perseguito dimenticando che dietro alcune delle immagini più dure delle città ci sono storie di esseri umani, troppo umani.

Quella donna che dorme in via Domenico Tempio non è solo l’immagine simbolo di degrado. Ha bisogno di aiuto, di ascolto. Servizi sociali capaci di intercettare l’emarginazione, strutture di accoglienza accessibili, interventi che non si limitino a migrare il problema da una strada all’altra.

Il degrado non è soltanto ciò che si vede, è anche ciò che si sceglie di non vedere, è l’abitudine all’indifferenza, la convinzione che certe persone siano irrecuperabili, l’idea che la povertà sia una colpa individuale e non una ferita collettiva. La donna oggi è stata soccorsa. Chi è passato lì davanti non ha voltato la testa, ha guardato oltre il degrado oltre le critiche, ha visto l’essere umano.