Beni archeologici
Teatro greco di Siracusa in attesa: i lavori di restauro non partono
Temenite, indagini scientifiche e appalto ci sono, ma il restauro resta fermo e urge un cronoprogramma
Una delle grandi testimonianze della civiltà classica, patrimonio che appartiene alla storia culturale del mondo, il Teatro greco (e il suo restauro) sembra caduto nell’oblio. Ogni giorno trascorso senza che il progetto di recupero entri concretamente nella fase operativa rappresenta una questione che merita attenzione. Eppure sui lavori di recupero l’ex direttore del Parco archeologico, Carmelo Bennardo, si era impegnato coinvolgendo, per la prima volta, studiosi di diverse università italiane. Gli esiti delle indagini diagnostiche tuttavia sono rimaste sulla carta, perché nel frattempo l’architetto Bennardo è andato in pensione. Gli studi, durati circa tre anni, affidati a esperti universitari sono stati coordinati dal professor Lorenzo Lazzarini, tra i principali studiosi italiani di petrografia applicata e archeometria dei materiali lapidei. Obiettivo degli studiosi verificare lo stato di conservazione e la vulnerabilità del Teatro greco.
Le analisi, ha più volte spiegato l’architetto Bennardo, «sono state indicate come uno strumento fondamentale per comprendere le condizioni del monumento e orientare i futuri interventi di restauro». Ma, nonostante il lavoro sia stato effettuato, la relazione completa degli studiosi non risulta ancora resa pubblica. Nessun aggiornamento da parte del sovrintendente ai Beni culturali, Lutri, nel frattempo nominato ad interim come responsabile del Parco archeologico. La gara sui lavori avente come oggetto “l’intervento pilota per il restauro delle superfici lapidee del Teatro Greco” è stata vinta dalla I.Co.Ser srl con sede a Ganci (Palermo) che ha presentato la migliore offerta, offrendo il ribasso più alto pari al 33% sull’importo di 390.729,50. Ma i lavori non sono mai partiti, ed è questo il punto: tra l’affidamento e l’apertura effettiva del cantiere non può esserci un tempo indefinito, soprattutto quando si parla di un bene tanto prezioso quanto delicato. Il Teatro greco ha bisogno di interventi programmati, scientificamente rigorosi e rispettosi della sua fragilità. La conservazione della pietra, la tutela delle strutture e la salvaguardia dell’autenticità del monumento non possono essere affidate ai tempi della burocrazia, o peggio alla disattenzione di chi ha il dovere di far rispettare regole e tempi. Un patrimonio millenario non può aspettare ancora e, dopo anni segnati da un utilizzo intenso, legato agli spettacoli dell’Inda, ora la priorità deve essere la tutela del monumento. Il restauro deve diventare realtà con un cronoprogramma chiaro e tempi verificabili. Siracusa ha nel Teatro greco una responsabilità enorme: conservarlo non significa solo proteggere il proprio passato, ma consegnare alle generazioni future una parte della storia dell’umanità. Per questo l’affidamento dei lavori non può essere considerato il traguardo. Il vero risultato sarà vedere finalmente partire il cantiere e gli interventi necessari per restituire piena sicurezza e dignità al monumento.