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leone xiv in francia

L'emozione dell'incontro con il Papa a Lourdes: la siciliana Delizia Cirolli racconta il suo miracolo

Nell'evento con i testimoni delle guarigioni inspiegabili la testimone che risiede a Palermo ha rievocato il no all'amputazione e la svolta dopo il pellegrinaggio

27 Settembre 2026, 19:52

20:00

L'emozione dell'incontro con il Papa a Lourdes: la siciliana Delizia Cirolli racconta il suo miracolo

Avvolto dal profumo dell’incenso e da un’intensa partecipazione spirituale presso la Grotta di Massabielle, il pomeriggio di Lourdes ha assunto una solennità toccante. Papa Leone XIV ha incontrato tre testimoni viventi di guarigioni che hanno oltrepassato i confini della medicina, piegando l’evidenza clinica al mistero del sacro: Antonietta Raco, suor Bernadette Moriau — la religiosa francese la cui inspiegabile remissione è stata riconosciuta nel 2018 come il settantesimo miracolo ufficiale del santuario — e Delizia Cirolli, protagonista del sessantacinquesimo caso riconosciuto.

L’emozione è cresciuta attorno alla figura di Delizia Cirolli, giunta da Palermo per riaffermare davanti al Santo Padre e ai fedeli del mondo intero come la grazia possa riaprire la speranza là dove la medicina aveva indicato un punto di non ritorno. La storia di Delizia Cirolli dal calvario alla svolta (1976). All’età di 11 anni, Delizia inizia a soffrire di violenti dolori alla gamba. Gli accertamenti rivelano un sarcoma di Ewing al ginocchio, tumore osseo maligno ad altissima aggressività. Di fronte alla proposta urgente di amputare l’arto per tentare di salvarle la vita, i genitori oppongono un deciso rifiuto. La famiglia intraprende allora un viaggio della speranza a Lourdes, affidando la sorte della bambina all’intercessione della Vergine. Il 25 dicembre 1976, rientrata in Sicilia, il quadro clinico sembrava compromesso in modo irreversibile. Ma avviene l’inaspettato. Il giorno di Natale, Delizia si alza dal letto: i dolori svaniscono, la massa tumorale risulta riassorbita. La guarigione appare immediata, totale e, per la scienza, priva di spiegazione.

Il percorso che ha trasformato quella straordinaria remissione in un evento di fede riconosciuto dalla Chiesa è stato lungo e sottoposto a un severissimo vaglio. Dopo anni di riscontri strumentali e perizie condotte da specialisti credenti e non credenti, nel 1989 è giunta la decisione definitiva: l’allora arcivescovo Luigi Bommarito ha promulgato il decreto di riconoscimento canonico, dichiarando ufficialmente la guarigione di Delizia Cirolli come il sessantacinquesimo miracolo attribuito all’intercessione della Vergine di Lourdes. Oggi Delizia vive a Palermo, dove ha trasformato la semplicità quotidiana in missione: madre premurosa e infermiera, mette la propria esperienza a servizio dei malati. Tra corsie e vita familiare, la sua testimonianza mostra come la cura del sofferente sia non soltanto una professione, ma la risposta concreta a un dono inestimabile.

Le vicende di Delizia Cirolli, suor Bernadette Moriau e Antonietta Raco si collocano nel quadro rigoroso dell’Ufficio delle Constatazioni Mediche del Santuario di Lourdes, istituito per esaminare con criteri strettamente scientifici ogni presunta guarigione. Ogni anno l’organismo riceve centinaia di segnalazioni da tutto il mondo; il procedimento di verifica procede per gradi, attraverso comitati medico‑scientifici internazionali e commissioni teologiche diocesane. Dal 1858 a oggi, tra la moltitudine di episodi definiti prodigiosi, soltanto una ristretta selezione ha superato l’intransigente scrutinio congiunto della scienza e della Chiesa.