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la svolta

Garlasco: l'impronta 33, la scarpa Frau 42 e il giallo dei pedali, tutte le prove della nuova inchiesta

Dettagli e riscontri scientifici al centro del secondo avviso di chiusura indagini su Andrea Sempio, mentre riemerge l'enigma delle analisi del 2007

28 Settembre 2026, 17:32

17:41

Garlasco: l'impronta 33, scarpa Frau 42 e il giallo dei pedali, tutte le prove della nuova inchiesta

Con il deposito del secondo avviso di conclusione delle indagini, notificato dalla Procura di Pavia il 28 settembre 2026, l’inchiesta su Andrea Sempio, indagato per l’omicidio di Chiara Poggi del 13 agosto 2007 a Garlasco, si arricchisce di nuovi riscontri tecnico-scientifici. Il procuratore Fabio Napoleone ha confermato che il capo d’imputazione resta immutato, mettendo a disposizione delle parti gli approfondimenti richiesti dopo il primo avviso dell’8 maggio e le repliche dei consulenti dell’accusa alle memorie difensive.

Il nuovo fascicolo raccoglie una serie articolata di consulenze, sia dell’accusa sia di parte, incentrate su tre snodi principali: l’attribuzione della cosiddetta “traccia 33”, un’impronta palmare; la valutazione antropometrica e calzaturiera dell’orma “a pallini” riferibile a una scarpa Frau n. 42; la scoperta di due controanalisi negative del 2007 sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi, rimaste fuori dagli atti dell’epoca.

L’impronta palmare “traccia 33” La “traccia 33” è un’impronta di palmo rilevata nel 2007 sulla parete accanto alle scale che conducono alla cantina della villetta di via Pascoli. I consulenti della Procura, Giampaolo Iuliano e Nicola Caprioli, ne hanno formalizzato l’attribuzione al palmo destro di Andrea Sempio.

Il confronto, basato sull’individuazione di 15 minuzie concordanti, è stato sottoposto a quattro verifiche incrociate, svolte anche con la collaborazione di due analisti della Sezione impronte del Ris di Roma. Gli accertamenti hanno riguardato anche la natura biologica del reperto: rilievi del Ris sostengono che l’impronta sia stata lasciata da una miscela di sudore e sangue, un’ipotesi ritenuta coerente con una precedente analisi dei consulenti della difesa di Alberto Stasi. La difesa di Sempio — amico di Marco Poggi, fratello di Chiara, e assiduo frequentatore della casa — ha depositato nel maggio 2026 una perizia di segno opposto, contestando le conclusioni dei consulenti del pm. Iuliano e Caprioli hanno ribadito le proprie valutazioni, affermando che le osservazioni difensive non scalfiscono l’attribuzione.

L’orma “a pallini” e la misura della Frau 42 Un secondo pilastro dell’indagine riguarda l’impronta con suola “a pallini” rilevata nei pressi dei primi gradini della scala. Nei processi che hanno portato alla condanna definitiva di Alberto Stasi a 16 anni, quell’orma era stata ricondotta a una scarpa Frau taglia 42 da lui indossata. I nuovi accertamenti non rimettono in discussione tale dato storico, ma esplorano possibili compatibilità più ampie.

Gli approfondimenti si sono mossi su due piani: profilo antropometrico, la professoressa Cristina Cattaneo ha valutato le misure del piede di Sempio, riscontrando una compatibilità generale con calzature n. 42-43. Profilo calzaturiero, i consulenti Iuliano e Caprioli hanno riesaminato la morfologia della traccia e le dimensioni riconducibili alla scarpa.

La difesa di Sempio contesta recisamente, sostenendo che l’indagato calza il 44 e ha una pianta larga, ritenuta incompatibile con una Frau 42. Nella nota del 28 settembre 2026, il procuratore Napoleone ha precisato che i periti dell’accusa non hanno rilevato alcuna “incompatibilità fisica” tra il piede dell’indagato e l’orma repertata. Sulla base delle analisi di Cattaneo, viene inoltre osservato che l’aumento ponderale intervenuto nei diciannove anni dal 2007 ad oggi potrebbe aver modificato volume e larghezza del piede, imponendo cautela nell’estrapolazione dalle misure attuali.

Combinando la collocazione della “traccia 33” con quella dell’orma di scarpa in sommità della scala, la Procura ipotizza una dinamica in cui chi ha lasciato quei segni sarebbe rimasto in cima ai gradini, appoggiando la mano destra al muro, senza scendere fino alla cantina. Tale scenario si fonda anche sulla Bloodstain Pattern Analysis (BPA) e su esami medico-legali e genetici allegati al fascicolo. La difesa di Sempio replica che la semplice prossimità spaziale dei reperti non dimostra che siano stati prodotti dalla stessa persona e nello stesso momento.

L’elemento nuovo con ricadute retrospettive sulle indagini del 2007 riguarda la bicicletta di Alberto Stasi. Dall’esame dei dati grezzi curato dai periti della difesa Stasi emergono due controanalisi, effettuate il 20 settembre 2007 sui campioni prelevati dai pedali, entrambe con esito negativo per la presenza del Dna di Chiara Poggi. Tali tracciati, in contrasto con un precedente test positivo sullo stesso estratto, non figuravano negli atti depositati durante i procedimenti e le successive sentenze. I genetisti nominati dalla Procura, Carlo Previderè e Pierangela Grignani, hanno confermato l’esistenza dei due esiti negativi, rilevando che la discrasia avrebbe meritato ulteriori verifiche all’epoca. Nonostante ciò, il procuratore Napoleone ha chiarito che l’Ufficio non ha avanzato alcuna richiesta di revisione della condanna di Stasi.