Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
28 settembre 2026 - Aggiornato alle 18:51
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×
☰

L'inchiesta

Il giallo di Garlasco e il Dna scomparso: le analisi che potevano cambiare la storia di Stasi. Alberto è stato incastrato?

A diciannove anni dal delitto riemergono due tracciati elettroforetici con esito negativo sullo stesso campione attribuito a Chiara Poggi

28 Settembre 2026, 17:38

18:24

Il giallo di Garlasco e il Dna scomparso: le analisi che potevano cambiare la storia di Stasi. Alberto è stato incastrato?

A diciannove anni dall’omicidio di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 nella sua casa di Garlasco, l’inchiesta giudiziaria si arricchisce di un tassello inedito che mette in discussione uno dei principali pilastri scientifici del processo. Dalla consegna alla Procura di Pavia dei raw data del Ris di Parma, avvenuta il 6 novembre 2025, emergono infatti due tracciati elettroforetici negativi relativi ai pedali della bicicletta in uso ad Alberto Stasi, mai confluiti nei fascicoli dei precedenti gradi di giudizio.

La sequenza ricostruita dagli atti copre due giornate contigue di attività di laboratorio svolte nel settembre 2007. Il 19 settembre l’analisi del campione denominato bu_p, esito di un unico prelievo bilaterale effettuato su entrambi i pedali della bicicletta Umberto Dei sequestrata a Stasi, restituì un profilo genetico attribuito a Chiara Poggi.

Fu proprio quella traccia a imprimere l’accelerazione che portò al fermo di Stasi, eseguito dai carabinieri il 24 settembre. Tuttavia, il giorno successivo, 20 settembre, sul medesimo campione furono effettuati altri due run elettroforetici, entrambi con esito negativo. Di queste ulteriori verifiche non vi è riscontro nella documentazione sottoposta ai giudici nel procedimento a carico del fidanzato della vittima. La circostanza è emersa nell’ambito della consulenza affidata dalla difesa di Stasi ai genetisti Ugo Ricci e Pasquale Linarello.

Secondo i periti di parte, la conoscenza immediata di quei risultati negativi avrebbe potuto scagionare il giovane già nelle fasi iniziali dell’indagine. Va ricordato che il 28 settembre 2007 la giudice per le indagini preliminari, Giulia Pravon, non convalidò il fermo ritenendo gli indizi ancora parziali; ciò non impedì però al percorso giudiziario di proseguire fino alla condanna definitiva di Stasi a 16 anni di reclusione. L’esistenza delle due corse negative è stata confermata anche dai consulenti tecnici nominati dalla Procura di Pavia, Carlo Previderè e Pierangela Grignani.

A loro giudizio, la netta difformità tra gli esiti del 19 e del 20 settembre avrebbe imposto un immediato approfondimento d’indagine che, alla luce degli atti oggi disponibili, non risulta essere stato svolto. La divulgazione dei dati non versati agli atti ha riacceso il dibattito sull’ipotesi che Stasi possa essere stato penalizzato, o persino incastrato, da una gestione parziale degli accertamenti scientifici.

La Procura di Pavia invita tuttavia alla massima prudenza prima di evocare la parola «depistaggio». I magistrati precisano che l’assenza di un documento o di un file dalla pratica è un’anomalia da verificare, ma non prova di per sé un occultamento volontario né consente di attribuire responsabilità individuali a membri del laboratorio. Inoltre, il riscontro negativo del giorno seguente non dimostra automaticamente che il profilo genetico isolato il 19 settembre fosse falso o manipolato. Sul piano medico-legale, già la sentenza di primo grado del 2009 aveva sottolineato la complessità del reperto bu_p.

Il prelievo sui pedali fu eseguito in modalità bilaterale, convogliando in un unico contenitore il materiale proveniente da entrambi, senza distinguere il punto esatto di origine della traccia. Le perizie, inoltre, non riuscirono a confermare con test specifici che il materiale biologico fosse effettivamente sangue umano. Gli inquirenti ribadiscono la necessità di tenere distinti tre profili: l’attribuzione del Dna, la natura del reperto e le modalità del suo deposito.