innovazione
Inaugurato ad Aci Catena il “Tempio crematorio”: è il secondo in provincia
Nel cimitero è stato realizzato un moderno impianto con sala commiato e locali di conservazione delle salme: un’opera attesa da anni
Un moderno impianto di cremazione, la sala commiato, i locali di conservazione delle salme. Nel cimitero catenoto è stato inaugurato il “Tempio crematorio”, seconda struttura del genere nel Catanese, dopo Misterbianco.
L’iter che ha portato al taglio del nastro, è stato lungo e complesso. Il via al procedimento in project financing, è partito dall’Amministrazione Nicotra, con quella Maesano che ha approvato il progetto e la Giunta Oliveri che ha portato avanti le opere quasi fino al termine, chiuse in epoca Ferro.
A realizzare il “forno crematorio”, impianto di ultima generazione, la Sgc srl - Società di gestione cimiteriale. Al taglio del nastro, il commissario straordinario del Comune, Innocenza Battaglia, il vescovo di Acireale, Antonino Raspanti, l’amministratore delegato della Sgc srl, Dario Corvo, i deputati all’Ars D’Agostino, Primavera, Balsamo, il dirigente del Commissariato di Polizia di Acireale, Tito Cicero, il comandante della Compagnia carabinieri di Acireale, Domenico Rana, dei carabinieri di Aci Catena, Fabrizio Spelta, della Polizia locale, Sebastiano Forzisi. Aci Catena è uno dei due poli provinciali a offrire - non solo per i residenti - il servizio di cremazione, la cui richiesta è in forte crescita. Quello catenoto, utilizza sistemi di filtrazione avanzata che riducono le emissioni e garantiscono un ciclo di combustione controllato nel rispetto delle normative ambientali e sanitarie.
L’attivazione del Tempio crematorio permetterà anche un migliore utilizzo degli spazi cimiteriali, atteso che le aree per le tumulazioni sono pressoché esaurite non certo solo nel cimitero catenoto.
«Direi un fiore all’occhiello per Aci Catena per un’opera moderna ed efficiente al servizio dell’intero comprensorio», ha dichiarato il commissario Innocenza Battaglia. «Il servizio sarà di qualità e di rispetto verso la dignità della persona e delle famiglie, venendo incontro alle esigenze delle agenzie funebri e dei cittadini», ha spiegato Dario Corvo, amministratore delegato della società di gestione.
«La Chiesa non è contraria alla cremazione, ma dice no al disprezzo del corpo - ha sottolineato mons. Raspanti - Diciamo no, ad esempio, alla dispersione delle ceneri», ha detto, annunciando l’ipotesi di una struttura in cui conservare le urne cinerarie.