le indagini
Garlasco, perché per la Procura di Pavia Andrea Sempio c'entra con l'assassinio di Chiara
I consulenti dei PM ritengono le misure del piede dell'indagato compatibili con la calzatura della scena del crimine ma la difesa contesta la prova di calzata
A diciannove anni dall’uccisione di Chiara Poggi, avvenuta il 13 agosto 2007 nella sua casa di Garlasco, la Procura di Pavia ha reso noti gli esiti di nuovi accertamenti tecnici. Il procuratore capo, Fabio Napoleone, ha diffuso le conclusioni dei consulenti del pubblico ministero sulle dimensioni di una scarpa Frau numero 42.
Secondo i periti incaricati dagli inquirenti, le misure della calzatura risultano compatibili con la conformazione del piede di Andrea Sempio, amico del fratello della vittima e oggi indagato per l’omicidio. Al centro del fascicolo restano le impronte di suola “a pallini” rinvenute sul pavimento della villetta dei Poggi. Già nel procedimento principale il disegno del battistrada era stato accostato al modello Frau 27U1. La nota degli inquirenti replica a un’istanza della difesa che aveva prospettato un’impossibilità anatomica di calzata.
Nel giugno scorso, i legali di Sempio hanno reperito due paia di scarpe Frau (numeri 42 e 43) per sottoporlo a una prova pratica, documentata con foto e video. Secondo la difesa, le calzature sarebbero risultate troppo strette, a conferma del fatto che l’indagato calza il 44. Di segno opposto la comunicazione della Procura di oggi, secondo cui i rilievi non consentono di concludere per un’incompatibilità fisica.
La medico legale Cristina Cattaneo ha sottolineato che l’aumento di peso e il trascorrere degli anni possono modificare larghezza e volume del piede, rendendo la questione anatomica complessa e non risolvibile con un semplice test estemporaneo. Gli approfondimenti integrativi hanno riguardato anche la cosiddetta impronta 33, una traccia palmare fissata sulla parete della scala che conduce alla cantina. La Procura ha ribadito che le osservazioni difensive non incidono sulle valutazioni dei propri consulenti su tale reperto, ricordando però che si tratta di un elemento distinto rispetto alle impronte di calzatura.
Scettica la posizione dei legali della famiglia Poggi, gli avvocati Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna, secondo i quali i nuovi sviluppi ripropongono temi già esaminati senza apportare novità decisive. Sul piano procedurale, la Procura di Pavia ha chiarito che il capo di incolpazione a carico di Andrea Sempio resta immutato.
La chiusura delle indagini consente ora alle parti di depositare memorie prima di un’eventuale richiesta di rinvio a giudizio, ferma restando la presunzione di non colpevolezza dell’indagato. I magistrati hanno inoltre rimarcato la netta separazione tra questo fascicolo e la posizione di Alberto Stasi, condannato in via definitiva nel 2015 a 16 anni di reclusione.