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la polemica

Garlasco, la difesa di Garofano: «Impossibile alterare le prove sotto gli occhi della difesa»

L'ex comandante del Ris di Parma risponde alle ombre sollevate dalla Procura di Pavia sui pedali della bicicletta bordeaux e ribadisce la piena correttezza delle analisi condotte insieme ai consulenti di Alberto Stasi

28 Settembre 2026, 19:49

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Garlasco, la difesa di Garofano: «Impossibile alterare le prove sotto gli occhi della difesa»

L’eco dell’inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 a Garlasco, torna a concentrarsi sugli accertamenti scientifici e sulle procedure dell’epoca. Di fronte alle nuove ombre sollevate dalla Procura di Pavia sul lavoro svolto sui pedali della bicicletta bordeaux attribuita ad Alberto Stasi, l’ex generale dei Ris di Parma, Luciano Garofano, interviene a difesa dell’operato e dell’integrità del reparto.

Contattato dall’Adnkronos, Garofano assume una posizione di assoluta fermezza rispetto a sospetti di anomalie o omissioni: «Ho la certezza granitica di poter escludere qualsiasi manipolazione, qualsiasi depistaggio, qualsiasi accantonamento di atti che non era e non è nel nostro costume». L’ex vertice dei Ris ribadisce inoltre la fiducia nel gruppo di lavoro dell’epoca: «Io metto la mano sul fuoco, tutte le mani sul fuoco sull’onestà dei miei collaboratori che materialmente sono stati individuati dalla Procura di Vigevano per fare quelle analisi».

Il nodo riguarda la gestione dei reperti collegati alla bicicletta bordeaux. Secondo la difesa dell’ex studente bocconiano, i dati trasmessi dal Ris di Parma nel novembre 2015 ai pm pavesi attesterebbero l’esistenza di due contro-analisi eseguite il 20 settembre 2007 — quattro giorni prima del fermo, poi non convalidato, di Stasi — che avrebbero evidenziato l’assenza di tracce genetiche della vittima sui pedali. Di tali esiti negativi, pur confermati dai consulenti della Procura di Pavia, non vi sarebbe menzione nel fascicolo originario curato dalla Procura di Vigevano.

Parallelamente, la ricostruzione di un presunto scambio tra la bicicletta bordeaux e la bicicletta nera osservata da una testimone davanti alla villetta di via Pascoli la mattina del delitto — ipotesi sostenuta dalla parte civile — non ha mai trovato riscontro nelle sentenze di condanna a carico di Stasi. La Procura di Pavia ha bollato questo scenario come una «suggestione impercorribile», definendo «un atto illogico e incongruente» l’eventuale scelta di far sparire una bici usata per il reato, ma perdere tempo a smontarne i pedali per rimontarli sul mezzo poi consegnato agli inquirenti.

A tutela dell’inviolabilità delle procedure e dell’impossibilità di alterazioni clandestine, Garofano richiama il principio del contraddittorio: «Tutte quelle analisi sono state fatte nel contraddittorio, cioè alla presenza dei consulenti di parte, anche quelli di Alberto Stasi». Ricordando come le attività peritali si siano svolte con piena condivisione dei risultati con i tecnici della difesa, l’ex generale conclude: «Escludo categoricamente, con certezza granitica, che da parte dei miei collaboratori che hanno fatto le analisi ci possa essere stata qualche irregolarità».