Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
29 settembre 2026 - Aggiornato alle 10:11
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×
☰

Commercio in crisi

In Sicilia meno negozi ma a sorpresa crescono i bar a Palermo e provincia

Il capoluogo in controtendenza rispetto ai dati regionali e nazionali

29 Settembre 2026, 09:22

09:30

In Sicilia meno negozi ma a sorpresa crescono i bar a Palermo e provincia

Doriana Ribaudo

La desertificazione commerciale non riguarda soltanto i negozi, ma l’intero sistema delle attività di prossimità, compresi bar e pubblici esercizi: imprese che producono economia e occupazione e svolgono anche una importante funzione sociale, come luoghi di incontro e relazione. I dati 2019-2025 confermano le difficoltà del settore.

A livello nazionale i bar passano da 169.839 a 145.766, con una perdita di 24.073 attività (-14,2%) e una riduzione della ricchezza prodotta stimata in oltre 7,2 miliardi di euro. In Sicilia la contrazione è più contenuta, ma significativa: le imprese scendono da 9.647 a 9.159 (-5,1%), con una perdita economica stimata in 146,4 milioni di euro. La regione resta inoltre tra quelle con la più bassa densità di bar, circa 1,9 ogni mille abitanti. In provincia di Palermo il comparto mostra invece una sostanziale tenuta: le imprese passano da 2.026 a 2.018 (-0,4%), con una perdita stimata in 2,4 milioni di euro. Ancora più positivo il dato del capoluogo, dove i bar aumentano da 1.085 a 1.115 (+2,8%), con circa 9 milioni di euro di ricchezza aggiuntiva. Palermo è così tra i pochi capoluoghi italiani con un saldo positivo. «La tenuta della provincia e il risultato positivo del capoluogo rappresentano segnali incoraggianti», dichiara Doriana Ribaudo (nella foto), presidente provinciale di Fiepet Confesercenti Palermo. «Ma dietro ogni bar ci sono imprenditori, lavoratori, famiglie e fornitori. E c’è una funzione sociale: il bar di quartiere è spesso un presidio di socialità e contribuisce a mantenere vive le comunità». Per Ribaudo, contrastare la desertificazione commerciale deve essere una priorità nazionale. In questa prospettiva si inserisce la proposta di legge di iniziativa popolare promossa da Confesercenti per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità, che prevede ZES di prossimità, sostegni fiscali e finanziari, formazione e semplificazioni.

La proposta prevede 600 milioni di euro l’anno per il 2026, 2027 e 2028. «Servono risorse concrete per sostenere la vitalità economica e sociale dei territori», conclude Ribaudo, invitando cittadini, imprese e istituzioni a sostenere la raccolta delle 50 mila firme necessarie per portare il provvedimento all’esame del Parlamento.