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Giustizia riparativa

Vittime e autori di reati, nasce il nuovo centro per «ricomporre le ferite»

A Messina un centro per la giustizia riparativa che punta su mediazione, ascolto e ricostruzione delle relazioni

29 Settembre 2026, 18:31

18:41

Vittime e autori di reati, nasce il nuovo centro per «ricomporre le ferite»

Non solo pena e sanzione, ma ascolto, responsabilità e possibilità di ricostruire ciò che il reato ha spezzato, attraverso un processo di mediazione che porti all’incontro tra l’autore dell’offesa e la vittima del reato. È questa la prospettiva alla base del nuovo Centro per la Giustizia riparativa del distretto della Corte d’Appello di Messina, introdotto dalla riforma Cartabia e presentato ieri nel Salone delle bandiere di Palazzo Zanca.

Un presidio territoriale, nato dalla collaborazione tra Comune e associazione Spondé Ets, con il coinvolgimento dell’Università, che punta a costruire una rete stabile tra istituzioni, sistema della giustizia, professionisti, mediatori e terzo settore, al fine di offrire alle persone coinvolte in un evento di reato la possibilità di intraprendere percorsi fondati sull’incontro, sull’ascolto e sul dialogo, favorendo la responsabilizzazione, la riparazione del danno e, quando possibile, la ricostruzione delle relazioni. «Quando parliamo di giustizia pensiamo subito alla pena, al tribunale, alla sanzione. Sono elementi fondamentali, ma la giustizia può essere anche un percorso capace di ricucire ciò che si è spezzato», ha sottolineato il sindaco Federico Basile, evidenziando il legame tra giustizia riparativa, sicurezza e coesione sociale. «Una città più sicura - ha detto - è anche una città capace di prendersi cura delle proprie ferite».

Il Comune ha avuto un ruolo centrale nella costruzione del nuovo presidio territoriale, attraverso l’impegno dell’Assessorato alle Politiche sociali, che ha sostenuto e accompagnato il percorso di costituzione istituzionale del Centro, favorendone l’inserimento e lo sviluppo nell’ambito delle politiche sociali dell’Ente. Un passaggio centrale riguarda la formazione. L’Università è chiamata dalla riforma a contribuire alla preparazione dei mediatori esperti e dei mediatori esperti formatori, in collaborazione con i Centri per la giustizia riparativa. Già pronti i bandi. «Si tratta di un percorso - spiega la presidente della Corte d’Appello di Messina, Concetta Maiore - che per la sua piena attuazione richiede la collaborazione di tutti i soggetti coinvolti, dall’autore del reato, alla vittima, alla magistratura, fino all’avvocatura e ai mediatori. È necessario attivarsi al più presto per la stesura di un protocollo operativo che consenta di tradurre i principi della riforma in risultati concreti».

Il convegno rappresenta di fatto il primo momento pubblico di presentazione del percorso avviato e intende contribuire alla costruzione di una rete territoriale capace di mettere in relazione istituzioni, sistema della giustizia, università, professionisti, mediatori e comunità.