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La tragedia

Bici elettriche e scooter, è una strage sulle strade di Palermo

Dopo l’incidente del Foro Italico di pochi giorni fa, costato la vita a un rider, in via Belgio un altro caso con protagonista un veicolo ecologico. Vittima Giorgio Bianchini, 36 anni, finito sotto un tir

30 Settembre 2026, 06:37

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Bici elettriche e scooter, è una strage sulle strade di Palermo

Ancora sangue sulle strade di Palermo. Due morti nel giro di pochi giorni. E ancora una volta al centro della tragedia c’è la nuova mobilità, fatta di biciclette elettriche, scooter e mezzi che condividono strade sempre più trafficate. È morto ieri intorno alle 12.30, Giorgio Bianchini, 36 anni, originario di Bagno a Ripoli, in provincia di Firenze. Era in sella a una bicicletta elettrica quando, all’incrocio tra via Belgio e viale Strasburgo, è finito sotto un mezzo pesante.

Secondo una prima ricostruzione, sulla carreggiata c’erano due mezzi pesanti. Il ciclista non si sarebbe accorto in tempo di un furgone fermo al semaforo e, nel tentativo di evitarlo, avrebbe perso l’equilibrio, finendo sotto un tir che stava sopraggiungendo. Uomo e bicicletta sono rimasti incastrati sotto le ruote del camion, e ai soccorritori è apparsa una scena veramente drammatica davanti agli occhi. I vigili del fuoco sono riusciti a estrarre Bianchini quando era ancora vivo, ma per lui non c’è stato nulla da fare. La dinamica resta al vaglio degli investigatori, che dovranno accertare eventuali responsabilità.

«Ho appena appreso la notizia dell’ennesimo incidente mortale a Palermo. Un giovane a bordo di una bici elettrica è finito sotto un camion nella zona di via Belgio. Oggi, ancora una volta, dobbiamo aggiungere un nome. Un’altra vittima. Un’altra famiglia colpita. Un’altra vita spezzata». A parlare è Tiziana D’Alessandro, presidente della Commissione Urbanistica, Mobilità e Traffico, promotrice del Tavolo Tecnico Intersettoriale sulla Sicurezza Stradale. D’Alessandro torna a chiedere che il tavolo diventi operativo: «Non c’è più tempo da perdere e non c’è più alcun motivo per rinviare».

La morte di Bianchini arriva pochi giorni dopo quella di Salvatore Zora, 37 anni, rider di Glovo, morto in seguito alle ferite riportate in un incidente. Zora era in sella alla sua moto quando si è scontrato con una bicicletta elettrica guidata da una ragazza di 16 anni. Anche in questo caso la dinamica è ancora al centro delle indagini. Il rider ha riportato gravissimi traumi alla testa e al torace. La giovane è rimasta ferita ed è tuttora ricoverata. Zora, residente al Capo, lascia la moglie e due figlie piccole. Nel quartiere, dove era conosciuto da molti, il dolore si è trasformato in preghiere e veglie organizzate dalle confraternite che frequentava. Durante i funerali il prete si era scagliato contro l’uso pericoloso di bici elettriche e monopattini. E il bilancio si è ulteriormente aggravato con la morte di Nunzio La Torre, 39 anni, deceduto all’ospedale Civico dopo essere rimasto gravemente ferito lo scorso agosto in un incidente all’incrocio tra via Altofonte e via Olio di Lino. Era su uno scooter insieme alla compagna quando il mezzo si è scontrato con una Nissan Qashqai. La dinamica è ancora al vaglio degli investigatori e il conducente dell’auto, 31 anni, risulta indagato per omicidio stradale.

Tre tragedie, dinamiche ancora da chiarire, e una stessa fotografia: quella di una città in cui biciclette elettriche, scooter, moto, automobili e mezzi pesanti condividono ogni giorno una rete stradale sempre più complessa. Palermo conta i suoi morti mentre la mobilità cambia. Ma dietro ogni incidente non ci sono soltanto numeri e verbali: ci sono nomi, volti e famiglie. Oggi, sulle strade di Palermo, c’è un altro nome da ricordare: Giorgio Bianchini, 36 anni.