L'inchiesta
Monossido al Rifugio: dissequestrata la salma del turista di Singapore, domani il sopralluogo dei super periti
Il professore d'architettura è stato trovato morto nello storico hotel sull'Etna cinque giorni prima dei casi di intossicazione. I familiari hanno nominato un legale a Catania per seguire le indagini.
Il necrologio è stato già pubblicato anche sui social di Singapore. Vincent Lee, definito "travelling vagabond", è il turista di Singapore che è morto, in circostanze ancora da chiarire, nella stanza 21 del Rifugio Sapienza. Una morte avvenuta cinque giorni prima delle esalazioni di monossido di carbonio che hanno portato all'intossicazione degli ospiti dello storico hotel di Nicolosi, sul versante Sud dell'Etna. La procura di Catania ha disposto l'autopsia sul corpo di Lee - un professore d'architettura che ha lavorato anche nelle università australiane e appassionato di bici - che è stata eseguita la scorsa settimana. L'esame autoptico è stato espletato come accertamento irreperibile: hanno partecipato anche i consulenti di parte, uno nominato dall'avvocato Carmelo Galati, difensore della legale rappresentante del Rifugio, indagata come atto dovuto per omicidio colposo e lesioni colpose, e l'altro dall'avvocato Dario Riccioli, nominato dalla famiglia di Lee che è stato contattato attraverso il Ministero degli Esteri di Singapore e dal Consolato.
La procura di Catania - l'indagine è coordinata dall'aggiunto Fabio Scavone e dalla sostituta Chiara Milazzo - ha disposto il dissequestro della salma del turista di Singapore, che è stata cremata seguendo le volontà di Lee. Il prossimo 3 ottobre si terrà una cerimonia per dare l'ultimo saluto allo stimato professore. «I familiari chiedono di conoscere le cause della morte del loro caro. Una verità che potrebbe arrivare dall'esame tossicologico eseguito su disposizione della Procura di Catania. Noi seguiremo tutte le fasi delle indagini e degli accertamenti», dice l'avvocato Riccioli a "La Sicilia".
Intanto domani mattina, a quota 1.900 metri, arriveranno i super periti nominati dalla procura (il duo Bardazza-Tafaro che ha già operato per il rogo delle Ciminiere) per svolgere il sopralluogo al Rifugio Sapienza, sotto sequestro dal 21 settembre. I due consulenti, a cui domani sarà conferito ufficialmente l'incarico peritale nell'ambito del fascicolo per disastro colposo, dovranno operare per scoprire le cause della dispersione di monossido di carbonio nella struttura ricettiva sull'Etna. Da una prima relazione dei vigili del fuoco la perdita sarebbe collegata al malfunzionamento dell'impianto di evacuazione dei gas combusti di una caldaia della cucina alimentata a Gpl.



