Il vulcano
Etna, Piano del Lago si tinge di rosso e sembra di stare su Marte: uno scenario suggestivo dopo l'emissione di cenere
Per attribuire però con certezza quella tonalità a un particolare minerale o processo servirebbero analisi specifiche
A Piano del Lago, sull’Etna, il terreno ha un colore che sorprende: rosso, dove ci si aspetterebbe il grigio della cenere vulcanica. Le immagini arrivano dopo giorni di attività del vulcano. Per leggerle, però, occorre separare l’effetto visivo dai fatti documentati.
Le immagini diffuse oggi da RaiNews mostrano il paesaggio di Piano del Lago, nei pressi del campo base per i crateri sommitali, segnato da una colorazione rossa. La testata collega la scena alla cenere emessa nei giorni precedenti. Il paragone con Marte descrive l’effetto visivo, ma non basta a spiegare la composizione del materiale depositato: per attribuire con certezza quella tonalità a un particolare minerale o processo servirebbero analisi specifiche.
Il contesto, invece, è documentato. Nel registro degli avvisi VONA — i bollettini con cui l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia informa il settore aeronautico sull’attività dei vulcani — per l’Etna figurano un codice rosso il 29 settembre e un successivo codice arancione nella stessa giornata. Compaiono inoltre avvisi relativi al 26 e al 28 settembre. Sono aggiornamenti importanti per ricostruire le fasi dell’attività, non una prova che il colore osservato a Piano del Lago abbia un’unica causa già accertata.
Che cosa racconta la cenere
La cenere vulcanica non è la polvere lasciata da qualcosa che brucia. È costituita da frammenti di materiale vulcanico immessi nell’atmosfera durante l’attività eruttiva; per definizione, le particelle hanno dimensioni inferiori a 2 millimetri. Una volta ricadute, possono modificare l’aspetto del terreno e delle superfici, anche quando l’attenzione di chi guarda si concentra soprattutto sui crateri o sulle eventuali colate. L’effetto sul paesaggio è immediato; capire quantità, distribuzione e caratteristiche del deposito richiede invece osservazioni e misure.
È una distinzione utile anche davanti alle fotografie più sorprendenti. Un’area che appare rossa non indica, di per sé, che il suolo sia caldo, che vi scorra lava sotto la superficie o che sia in corso una nuova fase eruttiva proprio in quel punto. Nel caso delle immagini di Piano del Lago, l’informazione verificabile è più circoscritta: RaiNews segnala una colorazione del paesaggio dopo le recenti emissioni di cenere. Stabilire perché ogni porzione del deposito assuma quella sfumatura è una domanda diversa, alla quale le immagini da sole non rispondono.
L’Etna alterna diverse manifestazioni di attività. Secondo il Dipartimento della Protezione civile, le sue eruzioni sono caratterizzate prevalentemente da attività stromboliana, colate laviche ed emissioni di cenere, che possono interessare i crateri sommitali oppure bocche aperte sui fianchi. La cenere è dunque uno dei fenomeni da osservare, non un dettaglio secondario rispetto alla lava. Il suo trasporto e la sua ricaduta possono riguardare aree diverse da quella in cui viene emessa.
Avvisi per i voli, condizioni sul terreno
La sequenza degli avvisi VONA aiuta a leggere le notizie sull’attività delle ultime giornate senza sovrapporre piani differenti. Il codice colore riportato dall’INGV è rivolto all’aviazione: serve a comunicare informazioni rilevanti per il possibile pericolo rappresentato dalle nubi vulcaniche. Non equivale automaticamente a un ordine di evacuazione per la popolazione, né permette da solo di stabilire se un sentiero sia percorribile o se un determinato volo sia stato cancellato. Per queste decisioni occorrono gli avvisi delle autorità e degli operatori competenti.
Il rischio per gli aeromobili non dipende dall’impatto visivo del paesaggio. La Protezione civile spiega che le particelle di cenere sono abrasive e possono danneggiare le superfici degli aerei; nei motori a getto, inoltre, possono fondere e aderire ai componenti. È per questo che gli avvisi destinati al traffico aereo vanno letti come strumenti operativi specifici, distinti dalle indicazioni rivolte a residenti ed escursionisti.
Per chi si trova nelle zone interessate da una ricaduta di cenere, le precauzioni sono concrete. Durante la caduta — o quando il vento rimette in sospensione il materiale già depositato — la Protezione civile consiglia di restare in casa con le finestre chiuse; se è necessario uscire, raccomanda una mascherina contro le polveri e, possibilmente, occhiali protettivi. L’attenzione è particolarmente importante per bambini, anziani e persone con problemi respiratori o cardiocircolatori.
La cenere depositata non va spazzata in modo da sollevare altra polvere: la Protezione civile suggerisce di inumidirla prima della rimozione, raccoglierla secondo le indicazioni del Comune e guidare con prudenza sulle strade interessate. Per chi pensa invece a un’escursione verso l’area sommitale, l’immagine di Piano del Lago non può sostituire una verifica delle condizioni: prima di partire occorre informarsi sull’attività del vulcano e sulle eventuali limitazioni di accesso stabilite dai Comuni.
Il rosso ripreso sull’Etna resta un’immagine insolita. Il dato più utile, però, non è la somiglianza con un altro pianeta: è la capacità di distinguere ciò che le immagini mostrano, ciò che gli strumenti registrano e ciò che, senza ulteriori analisi, non si può ancora affermare.