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Dallo studio legale alla cella: l'ex avvocato Angela Porcello rischia il ritorno dietro le sbarre

Il pg della Cassazione non fa sconti e chiede la conferma delle pene per la "consigliori" del clan e per l'ex compagno Giancarlo Buggea

30 Settembre 2026, 19:04

Dallo studio legale alla cella: l'ex avvocato Angela Porcello rischia il ritorno dietro le sbarre

È arrivato al passaggio definitivo dinanzi alla Corte di Cassazione lo stralcio celebrato con il rito abbreviato del processo antimafia «Xydi». Nella sua requisitoria, il procuratore generale ha chiesto di confermare le condanne pronunciate in secondo grado per sei imputati, sollecitando al contempo l'annullamento con rinvio della sentenza per altre due posizioni. La decisione dei giudici della Suprema Corte è attesa per la serata.

In primo piano c'è la posizione dell'ex avvocato agrigentino Angela Porcello, condannata in appello per associazione mafiosa a 9 anni, 1 mese e 23 giorni di reclusione, e del suo ex compagno Giancarlo Buggea, a cui sono stati inflitti 20 anni di carcere. Per entrambi, la Procura generale ha chiesto il rigetto o la dichiarazione di inammissibilità dei ricorsi presentati dalle difese. Se la Suprema Corte accoglierà la richiesta del magistrato d'udienza, le condanne diventeranno irrevocabili: per Porcello, da poco più di un anno agli arresti domiciliari, si riapriranno le porte del carcere per lo sconto della pena residua.

Richiesta d'annullamento con rinvio, con la conseguente necessità di celebrare un processo d'appello bis, è stata invece avanzata per Luigi Boncori (condannato in secondo grado a 20 anni) e per Giuseppe Sicilia (condannato a 18 anni e 8 mesi). Spetterà agli ermellini stabilire quali specifici aspetti e capitoli della sentenza dovranno essere sottoposti a un nuovo esame da parte della Corte d'appello.

Per gli altri quattro imputati del gruppo, il pg ha sollecitato la conferma integrale dei verdetti emessi nei precedenti gradi di giudizio: 17 anni e 4 mesi per Gregorio Lombardo, 8 anni e 5 mesi per Diego Emanuele Cigna, 8 anni per Calogero Paceco, 3 anni e 4 mesi per Giuseppe D’Andrea (ex poliziotto in servizio al commissariato di Canicattì).

L'inchiesta «Xydi», scattata con il blitz dei Carabinieri del ROS nel febbraio del 2021, ha svelato la riorganizzazione e il riassetto del mandamento mafioso di Canicattì, gettando luce sui patti e sulle sinergie operative strette tra Cosa nostra e la Stidda nel territorio agrigentino.
L'indagine ha fatto emergere il ruolo centrale svolto da Angela Porcello, la quale avrebbe strumentalizzato la propria veste legale per trasformare il suo studio di Canicattì nel quartier generale del clan. Secondo gli inquirenti della DDA di Palermo, la professionista avrebbe svolto le funzioni di vera e propria consigliere e cassiera della cosca, agevolando summit tra i capi mafia di varie province e veicolando messaggi all'esterno da parte di boss detenuti al regime di 41-bis, tra cui Giuseppe Falsone. Giancarlo Buggea è stato invece individuato dagli investigatori come uno dei quadri dirigenti e figure operative di maggior peso dell'intera struttura mafiosa locale.