l'incontro
Dall'Ia all'innovazione sociale: a Palermo la rete delle cooperative per le competenze del futuro
Il meeting di imprese, enti di formazione e fondo Foncoop al Museo delle Città del Mondo
Dall'intelligenza artificiale all'innovazione sociale, la sfida per il mondo cooperativo passa attraverso l'evoluzione delle competenze. Per affrontarla, la strada tracciata è quella della cooperazione e della rete tra imprese, formazione ed innovazione, con l'obiettivo di individuare le capacità che saranno necessarie nei prossimi anni e definire dove indirizzare gli investimenti.
È questo il filo conduttore dell'incontro «Scenari e competenze per l’innovazione. Verso un modello di economia generativa», la giornata di confronto svoltasi al Museo delle Città del Mondo di Palermo. L'iniziativa ha riunito Foncoop, il Competence Center BI-REX, Speha Fresia ed una qualificata rappresentanza di imprese cooperative giunte da tutta la Sicilia per accompagnare i cambiamenti in atto senza rinunciare a generare valore economico, sociale e relazionale. Durante la mattinata, i laboratori si sono focalizzati sull'economia sociale e sulla digitalizzazione dei processi gestionali, con una particolare attenzione all'intelligenza artificiale agentica ed ai suoi impatti sociali, tema approfondito anche da Fabio Massimo Lo Verde, docente di Sociologia dell'Università di Palermo.
I partecipanti hanno lavorato ad un'analisi SWOT per mettere a fuoco punti di forza, debolezza, opportunità e minacce, definendo le priorità formative in un instant paper condiviso in cui l'innovazione sociale figura come motore primario dei progetti di economia rigenerativa.
«Abbiamo scelto di partire direttamente dalle imprese, chiedendo a chi vi lavora di individuare le competenze che considera decisive per affrontare i prossimi cambiamenti. L’obiettivo non era costruire un elenco teorico, ma capire dove siamo oggi, quali gap esistono e su quali priorità concentrare formazione e organizzazione», spiega Marcello Di Vita, project manager di Speha Fresia società cooperativa impresa sociale.
Tra le realtà protagoniste della giornata spicca Foncoop, il fondo interprofessionale della cooperazione e dell’economia sociale che finanzia i percorsi formativi progettati da soggetti attuatori come Speha Fresia sui reali bisogni delle organizzazioni del Terzo settore. «Per Foncoop è fondamentale attivare momenti di ascolto della propria base associativa quindi imprese aderenti ma anche enti di formazione che li accompagnano nel cogliere le opportunità che il fondo mette a disposizione. Da questi momenti nascono nuove idee per sperimentare nuovi percorsi di attività di formazione e investimento nelle competenze», precisa il direttore generale di Foncoop, Gianfranco De Simone.
Al confronto hanno preso parte diverse realtà del territorio: da Rigenerazioni (impegnata nel reinserimento lavorativo di soggetti fragili) ad Addiopizzo Travel (attiva nel turismo responsabile), passando per la cooperativa di servizi di assistenza Passwork fino a I Locandieri, impresa che a Castelvetrano gestisce beni confiscati alla mafia.
«Innovazione sociale e digitale non sono due percorsi separati: entrambe richiedono competenze e capacità di adattamento. L’economia diventa realmente generativa quando l’innovazione produce non soltanto efficienza, ma nuove opportunità per le persone, le imprese e i territori», dichiara Felice Lombardi, presidente di Speha Fresia.
Sull'integrazione tecnologica è intervenuto anche Domenico Guida di BI-REX: «L’innovazione sociale è un ambito in cui l’innovazione ha una forte caduta diretta sui cittadini e sulla operatività delle imprese. Le nuove tecnologie possono e devono essere uno strumento a supporto di questo processo venendo incontro alle esigenze delle aziende».
I lavori, aperti da Arcangelo Li Calzi, project manager di Speha Fresia, e da Fabio Massimo Lo Verde, si sono conclusi con la restituzione dei dati curata da Marcello Di Vita e gli interventi di Gianfranco De Simone e Felice Lombardi. «Abbiamo voluto riunire gli attori di questa giornata in uno spazio iconico come quello del Museo delle Città del Mondo — evidenzia Arcangelo Li Calzi — proprio perché rappresenta un esempio concreto di innovazione sociale e rigenerazione urbana, che sono i pilastri del nostro percorso».