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Rapporto Ecomafia 2026, boom di reati ambientali a Palermo: la provincia si piazza al terzo posto in Italia

Il documento di Legambiente certifica l'impennata del 59,6 per cento dei reati nel capoluogo

01 Ottobre 2026, 14:42

15:02

Rapporto Ecomafia 2026, boom di reati ambientali a Palermo: la provincia si piazza al terzo posto in Italia

Un quadro d'emergenza che posiziona il capoluogo siciliano ai vertici nazionali delle ecomafie. È la fotografia scattata dal Rapporto Ecomafia 2026 di Legambiente (basato sui dati dell'anno solare 2025), da cui emerge una crescita esponenziale degli illeciti nel territorio palermitano. Con 1.235 reati ambientali accertati ed un incremento record del +59,6 per cento rispetto all'anno precedente, Palermo entra sul podio della classifica provinciale italiana, collocandosi al terzo posto subito dietro soltanto a Napoli e Salerno. I numeri provinciali pesano enormemente sull'intero bilancio regionale: un terzo dei reati commessi nell'Isola (33,1 per cento) si concentra infatti nel Palermitano.

Il territorio palermitano esibisce un triste primato regionale in quasi tutti i settori dell'illegalità. La provincia guida la classifica siciliana per i reati legati al ciclo del cemento abusivo e alle speculazioni edilizie, per las infrazioni commesse contro gli animali (bracconaggio, corse clandestine e maltrattamenti) e per i crimini contro il patrimonio culturale e archeologico, ambito in cui la Sicilia figura al primo posto in Italia. Anche nel ciclo dei rifiuti la provincia sfiora la vetta regionale, collocandosi al secondo posto dietro soltanto ad Agrigento.

Particolarmente drammatico si conferma il bilancio degli incendi boschivi. Con 172 reati contestati, la provincia di Palermo guadagna la quinta posizione nazionale. Nel corso della stagione estiva, le squadre antincendio ed i mezzi aerei sono dovuti intervenire contemporaneamente in decine di siti della provincia, tra cui Blufi, Partinico, San Giuseppe Jato, Altavilla Milicia, Alia, Belmonte Mezzagno e Montemaggiore Belsito.

L'escalation palermitana rispecchia la criticità dell'intera regione. La Sicilia sale al secondo posto nazionale per illegalità ambientale con 3.726 reati (pari al 10,4 per cento del totale Paese) e conquista il primato per la "Corruzione Green", registrando ben 96 arresti e 13 inchieste. L'Isola risulta inoltre la più devastata dal fuoco con 50.690 ettari andati in fumo e 657 roghi censiti dal sistema europeo Effis. A fronte di questo massacro ambientale, si evidenzia una grave criticità sul fronte repressivo: per i 376 reati legati agli incendi accertati in Sicilia dalle forze dell'ordine si contano appena 6 denunce e zero arresti, pari a un solo denunciato ogni 110 roghi.