Caltagirone
Ex carcere di San Bonaventura: accordo per la riqualificazione
Demanio e Comune pronti a firmare: nuova vita per l’ex convento di San Bonaventura a Caltagirone, tra rigenerazione urbana, cultura e turismo
Netta accelerazione al percorso per il recupero e la valorizzazione dell’ex convento secentesco di San Bonaventura, una struttura di quasi 4000 metri quadrati, di proprietà del Demanio, che si trova nel quartiere ex Matrice, nel cuore del centro storico della città della ceramica, che si sviluppa su tre piani e che per oltre un secolo ha ospitato il carcere cittadino.
A imprimerla è stato l’incontro svoltosi lo scorso 17 settembre a Roma, su richiesta del sindaco Fabio Roccuzzo, fra la direttrice dell’Agenzia del Demanio, Alessandra Dal Verme, e lo stesso primo cittadino insieme all’assessore al Patrimonio Unesco, Claudio Lo Monaco. A breve, come anticipato a conclusione della riunione romana e ribadito nelle interlocuzioni successive (anche nei giorni scorsi), sarà siglato un accordo di collaborazione fra il Demanio retto dalla dott. Dal Verme e il Comune di Caltagirone, che darà il “la” a un’attenta valutazione sullo stato dei luoghi e sulla destinazione migliore per la struttura, con l’annunciato obiettivo di riqualificarla e rifunzionalizzarla per restituire alla collettività un bene dello Stato attraverso una nuova forma di fruizione.
«Si compie un significativo passo avanti - dichiara il sindaco Roccuzzo - per scrivere la parola fine alle condizioni di degrado in cui versa l’intero complesso, realizzando un intervento strategico di rigenerazione urbana, con consistenti ricadute positive in termini culturali, turistici e sociali per la città e, in particolare, per un’area del centro storico già interessata dai corposi interventi con fondi Pnrr (quasi 8 milioni di euro) che si traducono nella riqualificazione del quartiere Ex Matrice-Sant’Agostino».
Il convento dei Frati Minori Osservanti Riformati Francescani venne trasformato in carcere dopo l’<strong;>Unità d’Italia e la confisca dei beni ecclesiastici e ha ospitato la casa circondariale di Caltagirone sino al 2002.</strong;>