Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
1 ottobre 2026 - Aggiornato alle 19:03
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×
☰

Dopo la cattura

Da Catania a Città del Messico: Don Flaco, il regista del traffico di fentanil, voleva trasformare Fontanarossa in un hub del cartello di Sinaloa

Il messicano José Angel Rivera Zazueta nel 2020 era sfuggito al blitz "Halcon" della guardia di finanza di Catania, che aveva portato al sequestro di 300 chili di cocaina. Ora la Corte d'Appello etnea potrebbe chiedere l'estradizione per quella misura cautelare

01 Ottobre 2026, 19:10

Da Catania a Città del Messico:  Don Flaco, il  regista del traffico di fentanil, voleva trasformare Fontanarossa in un hub del cartello di Sinaloa

I primi a capire che il messicano José Angel Rivera Zazueta - denominato "El Flaco", anzi ultimamente "Don Flaco" - era uno dei più potenti narcotrafficanti a livello internazionale sono stati gli investigatori del Gico della guardia di finanza di Catania. Nel 2020 era scattato il blitz "Halcon" che portò, grazie a un agente sotto copertura, a sequestrare un carico di prova da 386 kg di cocaina pura (del valore stimato di 20 milioni di euro), che era arrivato allo scalo di Fontanarossa sulla linea aereo-commerciale nella tratta Bogotà-Madrid-Roma-Catania. L'ingente quantitativo di narcotici poi fu stoccato in un appartamento ad Acireale. Da quell'indagini si scoprì che "El Flaco" - grazie ai contatti con il cartello di Sinaloa -  voleva trasformare l'aeroporto alle falde dell'Etna in un hub del narcotraffico internazionale. Zazueta era sfuggito a quell'arresto diventando un latitante. Ed è stato un fantasma fino allo scorso 22 settembre scorso quando è stato catturato nel quartiere Hipódromo di Città del Messico. È stato arrestato dalle autorità locali grazie alla collaborazione informativa di Fbi e Dea, in esecuzione di un mandato di detenzione provvisoria per l'estradizione negli Stati Uniti. Come ha ricostruito IrpiMedia, Don Flaco è riuscito a mimetizzarsi, interpretando il ruolo di imprenditore dell'import-export chimico, fra i palazzi Art Nouveau di Colonia Roma a Città del Messico. Il messicano è stato il precursore di un traffico forse più pericoloso della cocaina: quello del Fentanil (per la Dea e l'Fbi è uno dei monopolisti di questi loschi affari). 

Dopo l'arresto nel 2024 di "El Mayo" Zambada - come aveva già anticipato La Sicilia - è riuscito a diventare uno dei principali luogotenenti del cartello di Sinaloa. Di conseguenza «l'obiettivo prioritario» per i cacciatori di narcotrafficanti della polizia americana. Zazueta, dal Messico, sarebbe riuscito a controllare la spedizione di precursori chimici dalla Cina (tramite società sanzionate dall'OFAC come la Shanghai Fast-Fine Chemicals) per produrre fentanil, metanfetamine, MDMA e ketamina destinate al mercato statunitense. 

Ma torniamo a Catania. Nel frattempo in questi sei anni il processo scaturito dall'inchiesta Halcon è andato avanti. Ed è anche arrivato la condanna in Corte d'Appello che ora dovrà formalizzare la richiesta estradizione nei confronti di José Angel Rivera Zazueta. A seguito del fermo avvenuto a Città del Messico - infatti-  le autorità messicane hanno contattato i canali italiani poiché la cattura è scattata anche in virtù della Red Notice Interpol inserita dall'Italia dopo il mandato d'arresto emesso dal Gip di Catania per l'operazione Halcon. 

Don Flaco è stato a Catania nel 2019. Alloggia al Romano Palace a pochi passi dal salotto buono della città. Gli investigatori del Gico delle fiamme gialle etnee riuscirono a documentare incontri nei bar vicino piazza Università e cene al ristorante "Il Borgo di Federico", all'ombra del Castello Ursino, per pianificare l'invio di un jet privato dalla Colombia (Cartagena) con scalo a Capo Verde, spacciando per pilota lo stesso aviatore di Joaquín "El Chapo" Guzmán. Il basista locale su cui contava il cartello di narcotrafficante non era altro che l'infiltrato della guardia di finanza catanese. L'obiettivo di Zazueta- come ricostruito dal Corriere della Calabria - era quello di pianificare un successivo invio da 1,5 tonnellate di cocaina destinato alla 'Ndrangheta, considerata il principale interlocutore per la distribuzione europea. Secondo la procura di Catania, "El Flaco" sarebbe stato capo e organizzatore di un'associazione finalizzata al traffico di stupefacenti e importazione di ingenti quantitativi di cocaina, con l'aggravante della transnazionalità. Ma dal 2020 a oggi ha scalato le gerarchie criminali del cartello di Sinaloa. Ma già gli investigatori catanesi avevano anticipato anche i colleghi statunitensi.