Indagine riaperta
Ustica, il giudice a Roma restituisce gli atti e l'ambasciata di Francia nega richieste in sospeso
La nota dell'ambasciata di Francia: due documenti del 1986 e 1990 e nessuna richiesta di mutua assistenza pendente
Il giudice per le indagini preliminari di Roma ha accolto l’istanza della Procura, disponendo la restituzione degli atti relativi all’inchiesta sulla strage di Ustica e revocando la precedente richiesta di archiviazione. Nel provvedimento si dà conto di una comunicazione dell’Ambasciata di Francia: «L’Ambasciata di Francia tiene a precisare che le autorità francesi non sono a conoscenza di alcuna richiesta di mutua assistenza giudiziaria in sospeso e che sarebbero molto grate alle autorità italiane di precisare se, da parte loro, dovessero individuare richieste in sospeso».
L’ordinanza aggiunge inoltre che, secondo la rappresentanza diplomatica, «due documenti sono stati trasmessi nel 1986 e nel 1990 dal Ministero della Difesa francese a quello italiano e si esclude espressamente qualsiasi pregressa resistenza nel fornire l’assistenza giudiziaria».
Il procuratore, spiega il gip, ha prodotto in udienza la nota verbale dell’Ambasciata francese e le due note di trasmissione del Capo di Gabinetto del sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri e del ministero della Giustizia: nota verbale dell’Ambasciata di Francia del 14/9/2026 n. 0334294 nella quale, richiamando la conversazione telefonica del 9 settembre 2026 tra i ministri degli Affari esteri francese ed italiano, si conferma "al ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, l’accordo delle autorità francesi per, su richiesta dalla parte italiana, il trasferimento agli archivi dello Stato italiano di tutta la documentazione relativa alla catastrofe di Ustica, trasmessi dalla Francia tra il 1981 e il 1994 sotto riferenziata: due documenti trasmessi dal ministero della Difesa francese al ministero della Difesa italiano nel 1986 e nel 1990 (N° 1033/ITA/FA/REN/DR del 14 ottobre 1986 e N° 1056 ITA/AA del 28 novembre 1990); nove file informatici corrispondenti a cinque documenti redatti dall’Ambasciata di Francia a Roma tra il 1981 e il 1994».