riposto
«Il primo bacino diventi un riparo permanente per cinquanta pescherecci»
Assegnazione definitiva del primo bacino di Riposto alla flotta peschereccia jonica: protezione dalle mareggiate estreme, adeguamenti infrastrutturali e piano di ricovero
Assegnare in maniera stabile e definitiva il primo bacino del porto di Riposto alla flotta peschereccia jonica per tutelarla dalle mareggiate estreme e dai cambiamenti climatici. È questa la richiesta centrale al centro dell'audizione tenutasi dinanzi alla III Commissione Attività produttive, Pesca e Agricoltura dell’Ars, promossa a seguito di una dettagliata relazione presentata dall’organizzazione di produttori della pesca.
L'iniziativa nasce dalla necessità di prevenire il ripetersi dei devastanti danni subiti dalle imbarcazioni in occasione del passaggio del ciclone Harry. Secondo i rappresentanti del comparto, l’area portuale di via Falcone non deve essere inteso come un semplice approdo ordinario, ma come un vero e proprio presidio permanente di Protezione civile a tutela della flotta. Il primo bacino, trovandosi in posizione più rientrata, garantisce un riparo naturale e sicuro per le imbarcazioni.
Per rendere la concessione pienamente operativa, l'organizzazione dei produttori ha sollecitato l'Assemblea Regionale Siciliana affinché si faccia promotrice di tre provvedimenti: il passaggio del primo bacino da uso diportistico a peschereccio, per accogliere stabilmente almeno 50 delle 100 imbarcazioni che fanno base a Riposto; il superamento del regime di proroghe temporanee attraverso un'assegnazione stabile al ceto peschereccio professionale; Il finanziamento rapido degli interventi di collaudo della struttura, l'adeguamento degli impianti elettrico e idrico e la verifica delle bitte di ormeggio, oltre alla definizione di un piano di ricovero straordinario in coordinamento con la Capitaneria di Porto in vista delle allerte meteo.
A farsi portavoce delle istanze della marineria nel corso della seduta del 30 settembre è stato il deputato regionale del Mpa, Santo Primavera: «I pescherecci possono trovare ricovero presso il primo bacino, ma l'aspetto temporaneo deve fare fronte anche al cambiamento climatico e pertanto occorre un riparo rinforzato all'interno del porto. Il molo foraneo è più esposto in caso di nuove mareggiate, mentre il primo bacino è molto più ritirato. Esporre le marinerie e i pescherecci a un pericolo maggiore significa far uscire fior di denari alla Regione nell'ipotesi di eventi eccezionali e di risarcimento danni. Questa è la questione centrale per cui è necessario fare fronte comune».