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Pescherecci di Lampedusa restano bloccati per il caro gasolio: la protesta si sposta a Palermo

Monopolio locale e reti distrutte minacciano le imprese ittiche

04 Ottobre 2026, 14:51

15:00

Pescherecci di Lampedusa restano bloccati per il caro gasolio: la protesta si sposta a Palermo

Non accenna a rientrare la protesta della marineria di Lampedusa, con i pescherecci che restano fermi all’ancora e gli striscioni esposti in banchina contro il caro gasolio. La mobilitazione della flotta delle Pelagie si sposta ora sul piano politico con il trasferimento della vertenza a Palermo, dove una delegazione guidata dal presidente dell’associazione Cogepa, Totò Martello, incontrerà i vertici dell’assessorato regionale alla Pesca.

Al centro del confronto resta il costo del carburante che nell’isola raggiunge 1,80 euro al litro a causa del monopolio del distributore locale, registrando un sovrapprezzo del 30% rispetto alla media regionale. A stritolare i bilanci delle imprese ittiche - denuncia l’associazione che rappresenta il 98% degli armatori - si aggiungono i continui danni causati dalle reti distrutte dai relitti presenti sui fondali. Tra i messaggi affissi nell’area portuale spicca anche l’appello diretto al Ministero delle Infrastrutture: «Salvini, i pescatori di Lampedusa non si rassegnano al caro gasolio».