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Nel Catanese

Locali sporchi e cibi mal conservati: una trattoria multata e un panificio chiuso

I controlli dei Carabinieri con NAS, NIL e ASP tra Acireale e Aci Catena. Prodotti da forno sequestrati e distrutti

05 Ottobre 2026, 11:50

12:00

Locali sporchi e cibi mal conservati: una trattoria multata e un panificio chiuso

Nell’ambito delle verifiche a tutela della salute pubblica, i Carabinieri delle Stazioni di Acireale e Aci Catena, con il supporto dei colleghi specializzati del Nucleo Antisofisticazione (NAS) e del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Catania, nonché di personale del Servizio Igiene dell’ASP e di Enel Distribuzione, hanno effettuato una serie di ispezioni presso diverse attività commerciali del territorio.

In una trattoria di Acireale sono state riscontrate diffuse irregolarità igienico-sanitarie: accumuli di sporco in tutti i locali, all’interno di frigoriferi e congelatori e sui sistemi di aspirazione. Il titolare, un 47enne residente in città, è stato sanzionato anche per l’omessa informazione obbligatoria sugli alimenti e per la mancata applicazione delle procedure di autocontrollo previste dal sistema HACCP, ai sensi dell’articolo 6, comma 8, del Decreto legislativo 103/2007. L’assenza di tali protocolli, obbligatori per legge, compromette il monitoraggio dei punti critici nelle fasi di preparazione e somministrazione, aumentando il rischio di contaminazioni o di conservazione impropria dei cibi. L’importo complessivo delle sanzioni ammonta a 13.000 euro. In un panificio di Aci Catena, gestito da un 65enne del posto, è stata accertata la totale inadeguatezza delle condizioni igienico-sanitarie in tutti gli ambienti controllati.

L’Autorità competente, il Servizio Igiene dell’ASP di Acireale, ha disposto l’immediata chiusura dell’esercizio. Il titolare non aveva inoltre adottato le procedure HACCP né aggiornato la planimetria dei locali; su questi aspetti sono in corso ulteriori accertamenti da parte degli uffici preposti. I Carabinieri hanno sottoposto a sequestro circa 200 chilogrammi di farina in confezioni già aperte e prodotti da forno, presumibilmente contaminati, che sono stati immediatamente distrutti. Le sanzioni irrogate ammontano a 5.000 euro. Analoghi controlli svolti in una pescheria gestita da un 34enne non hanno fatto emergere criticità.