Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
6 ottobre 2026 - Aggiornato alle 19:10
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×
☰

Calatabiano

«Il mare è diventato un acquitrinio»

Fango e reflui nella spiaggia protetta di San Marco: il sindaco Petralia invia video e carte alla Regione. «Bisogna ripristinare al più presto il “pennello” spezzato»

06 Ottobre 2026, 19:10

«Il mare è diventato un acquitrinio»

Un mare trasformato periodicamente in un “acquitrinio putrido e maleodorante”. Con una durissima nota ufficiale inviata ai vertici della Regione, all'Arpa e al commissario straordinario per la depurazione, il sindaco Antonio Petralia, a stagione balneare quasi conclusa, ha rotto il silenzio puntando il dito contro lo stato di salute dello specchio d’acqua jonico. I monitoraggi da anni evidenziano che il problema non è solo interno al fiume Alcantara. Il gioco delle correnti marine lungo la costa messinese sposta infatti verso sud i flussi di reflui, amplificando le criticità.

Al centro della contestazione rimane l'impianto di depurazione consortile rete fognante di Taormina, nei pressi della foce dell’Alcantara. Qui confluiscono i liquami domestici e urbani provenienti da Giardini, di una quota significativa di Taormina e di Castelmola. La zona nord di Taormina e Letojanni sono invece collegate al depuratore “Nord” situato a Letojanni. Una struttura , l’impianto di depurazione “Sud”, che d'estate deve farsi carico di una popolazione che decuplica rispetto al resto dell'anno. Il problema strutturale risiede nella rottura del "pennello sottomarino", la tubazione subacquea che allontanava le acque depurate a 600 metri dalla riva.

«La tubazione si è troncata di netto a poche decine di metri dalla spiaggia ed è inutilizzata da oltre dieci anni» spiega il primo cittadino. Di fatto, lo sversamento avviene direttamente nella foce dell'Alcantara, dove le correnti spingono i reflui verso le spiagge di Calatabiano. Questa prolungata inazione è finita da tempo sotto la lente della magistratura. Dopo i primi sequestri, a partire dal 2021, le indagini della Procura di Messina sono culminate nell’operazione "Scarico Libero". A supporto attuale della denuncia del sindaco sono stati allegati filmati recenti che mostrano la condotta spezzata sul fondale e chiazze giallastre a ridosso della battigia.

Il danno ambientale colpisce la riviera di San Marco, un’oasi protetta e tutelata dall'Ue come Zona speciale di conservazione. Un ecosistema già ferito dalle mareggiate del ciclone Harry. La soluzione definitiva, ribadisce il sindaco, resta la ricostruzione immediata della condotta marina con tubazioni ad alte prestazioni capaci di resistere alle correnti sottomarine. «Ne va della salute pubblica, della sicurezza dei cittadini e del rispetto dell’ambiente» conclude la nota del primo cittadino, che resta ora in attesa di un riscontro formale da parte degli enti sovracomunali.