l'inchiesta
Un fiume di droga da Palermo all'Agrigentino: la Dda chiede il processo per 79 indagati, 7 risiedono in provincia
Rischiano il rinvio a giudizio i presunti spacciatori di Canicattì, Licata, Casteltermini e Naro nell'ambito della maxi inchiesta sul quartiere Falsomiele
C’è una fitta rete criminale dedita allo smercio di sostanze stupefacenti che univa il quartiere Falsomiele di Palermo alle principali piazze di spaccio della provincia di Agrigento. È questo il quadro delineato da una imponente inchiesta della Direzione distrettuale antimafia che vede ben 79 persone rischiare adesso di finire a processo. Tra gli indagati figurano anche sette agrigentini. Sono accusati a vario titolo di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti come cocaina, eroina e hashish. Il pubblico ministero della Dda di Palermo, Luisa Bettiol, ha formalizzato la richiesta di rinvio a giudizio per tutti i coinvolti. La prima udienza preliminare per discutere la richiesta dei magistrati è stata fissata per il prossimo giovedì 8 ottobre davanti alla Gup Cristina Lo Bue.
Gli agrigentini avrebbero, secondo l'accusa, rifornito stabilmente i territori di Canicattì, Licata e Casteltermini. Si tratta di Gianluca Cimino, 48 anni, di Canicattì; Francesco Semprevivo, 54 anni, di Licata; Giuseppe Devotella, 47 anni, di Casteltermini; Calogero Lo Cicero, 38 anni, di Casteltermini; Vincenzo Leonardo Sciampagna, 30 anni, di Casteltermini; Giovanni Cusumano, 42 anni, di Naro; Mustapha Fakran, inteso “il turco”, 46 anni, cittadino marocchino residente a Licata.
I singoli episodi contestati dagli inquirenti svelano un flusso costante di rifornimenti differenziati per sostanza e quantità.La posizione più pesante nel comprensorio di Casteltermini riguarda il trio composto da Devotella, Lo Cicero e Sciampagna, a cui viene contestato l'acquisto di una singola partita di 321 grammi di cocaina nel dicembre 2020. Al solo Sciampagna la Dda contesta inoltre l'approvvigionamento di un intero chilogrammo di hashish. Spostandosi sull'asse Canicattì-Naro, i fari sono puntati su Gianluca Cimino, accusato di diverse ipotesi di detenzione di droga. In un caso specifico, risalente al novembre 2021, Cimino avrebbe agito in concorso con Giovanni Cusumano per l'acquisto di almeno 15 grammi di eroina da destinare al mercato al dettaglio.
Al solo indagato canicattinese viene addebitato anche un secondo acquisto di altri 50 grammi della stessa sostanza.Infine, nell'area di Licata, il cinquantatreenne Francesco Semprevivo deve rispondere dell'acquisto e del successivo trasporto nella città marinara di almeno 11 grammi di eroina. Sullo stesso territorio operava Mustapha Fakran, per il quale i magistrati hanno ricostruito circa una decina di episodi legati all'acquisto di quantitativi complessivi pari ad almeno 60 grammi di cocaina.