Il caso
Polizia municipale al collasso: la Cgil accusa l'amministrazione
Organico ridotto all'osso: il sindacato denuncia turni massacranti, servizi ambientali trascurati e uffici comunali in crisi
<p>La grave carenza di organico denunciata dalla stessa comandante della Polizia municipale resta al centro della polemica. La Cgil punta il dito contro l’Amministrazione comunale, denunciandouna situazione che rischia di compromettere la piena efficienza del servizio e di scaricare sugli agenti, già in numero insufficiente, un peso sempre più difficile da sostenere. Tra controlli, viabilità e sicurezza urbana, la domanda resta aperta: quanto può reggere ancora un corpo ridotto all’osso?<br /> «La responsabilità è dell'amministrazione e dei vertici, non di chi lavora. Dopo gli articoli su La Sicilia del 1 ottobre, la Fp Cgil vuole ristabilire alcune verità. Il piano dei fabbisogni di personale, cioè il progetto dell'ente per assumere nuove figure e far progredire quelle già in servizio, è sempre stato redatto dall'amministrazione comunale secondo una propria strategia. Ci chiediamo - dicono Jose Sudano, segretario provinciale Fp Cgil e Francesco Genovese, Fp al Comune - dove sia il risultato di queste scelte, la programmazione e le iniziative dei vertici del Corpo. Con 146 agenti, di cui 22 con legge 104 e 53 non impiegabili di notte, serve un'organizzazione capace di fare i conti con la realtà. Giudichiamo fallimentare la gestione del gruppo dirigente del Corpo, che da anni non ruota dalle proprie posizioni e insiste con la stessa metodologia di lavoro».</p>
<p>Le scelte sull'organizzazione del Corpo e sulla destinazione delle risorse sono dell'amministrazione, che ne risponde.<br />«Peraltro su questi argomenti abbiamo chiesto un incontro alla comandante della Polizia Municipale, senza riscontro. La responsabilità di questa situazione non è delle persone, degli agenti che con sacrificio affrontano i servizi a loro attribuiti, ma dell'amministrazione nel suo complesso e dei suoi vertici, dei funzionari che hanno la responsabilità e il modo di organizzarli. Sembra invece presente un'ingerenza politica sull'attività del Corpo. Senza fare riferimento a nessuno in particolare, critichiamo il modo in cui l'ente viene realmente gestito: si scavalca chi ha le competenze e le responsabilità formali e si dà peso, di fatto, a chi gestisce e interviene senza risponderne. I risultati sono drammaticamente negativi. Il personale continua a fare turni massacranti, anche notturni, tutti tranne chi ne è escluso per inidoneità. Chiediamo di rendere noti, i carichi di lavoro di tutti i servizi ed i criteri generali utilizzati per l’assegnazione dei turni; di effettuare una ricognizione della distribuzione dei turni notturni al fine di accertare l’equilibrata ripartizione dei carichi di lavoro; di garantire che le legittime tutele riconosciute ad alcuni lavoratori, non producano, sul piano organizzativo, un sistematico aggravio di servizi sul restante personale. Trovare soluzioni è il compito chi dirige».</p>
<p>Nel report, fanno notare Sudano e Genovese, non si parla del lavoro importante della polizia ambientale, che il vertice del Corpo non considera come merita. «Anzi, senza rendersi conto della specificità di un servizio che tutela l'igiene e la salute pubblica. Lo stesso funzionigramma del Comune gli attribuisce la vigilanza e il controllo in materia ambientale, anche nell'area marina protetta, e la gestione delle sanzioni e del contenzioso. Per questa ragione andrebbe lasciato lavorare. Invece - aggiungono Jose Sudano e Francesco Genovese - viene impiegato nei turni come se fosse normale: una notte di servizio al mercato ortofrutticolo, e l'indomani si torna a seguire i procedimenti penali sulle discariche abusive, in collaborazione con la Procura, e tutto il resto. Nessun servizio può reggere a lungo con questi ritmi, e a pagarne il prezzo sono i lavoratori e la città. Quale sarebbe il ruolo di chi dirige se non si intravede o non si conosce qual è la visione e la strategia, ammesso che ci sia. I problemi non riguardano solo la Polizia Municipale. Tutta l’amministrazione è composta da più settori che hanno carenza di personale. Ha ventuno settori e tutti reggono funzioni essenziali. In molti di questi settori mancano le categorie professionali necessarie per svolgere le funzioni ordinarie che vengono svolte da personale che ha la professionalità e l’esperienza per svolgerle ma non il corretto inquadramento professionale e la giusta retribuzione. Non si tratta dei grandi ruoli apicali, che appaiono interessare a chi amministra, tra l’altro senza apprezzabili intuizioni, ma delle figure professionali appropriate per svolgere i servizi richiesti dai cittadini. Basta l'esempio delle carte d'identità elettroniche: un'attività non rinviabile ha mandato in grave sofferenza il sistema. Il poco personale si è sobbarcato il lavoro enorme su tutti gli uffici della città per tentare di soddisfare le innumerevoli richieste dei cittadini, affrontando il tutto con spirito di sacrificio e purtroppo alle volte aggrediti da alcuni cittadini incuranti delle evidenti criticità».</p>