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Il blitz a Catania

Sequestrato casinò illegale. E intanto i clan preparano le bische in vista del Natale

Per sedersi al tavolo da gioco servivano 20 euro

06 Ottobre 2026, 23:52

Sequestrato casinò illegale. E intanto i clan preparano le bische in vista del Natale

I clan già si stanno organizzando. Mancano due mesi a Natale ed è il periodo in cui la criminalità organizzata investe nell’apertura delle bische e delle sale da poker. Un’entrata nei bilanci delle cosche quasi storica fra dicembre e gennaio.

Ma a quanto pare le case da gioco illegali sono un affare anche della criminalità comune. La polizia locale, assieme ai carabinieri della stazione di Piazza Verga, hanno scoperto una bisca in via Del Bosco. L’operazione ha portato alla denuncia di diciassette persone all’autorità giudiziaria.

Il controllo - finalizzato al contrasto all’abusivismo commerciale - è partito su impulso del sindaco Enrico Trantino, dell’assessore alla polizia municipale Orazio Grasso e del comandante del corpo Diego Peruga, con i controlli del reparto polizia commerciale della polizia locale, coordinato dal commissario Filippo Sicali.

Gli agenti della polizia locale hanno sequestrato diversi dispositivi Vlt abusivi, privi dei prescritti nulla osta dell’agenzia delle dogane e dei monopoli e della prevista tabella dei giochi proibiti. Le apparecchiature non risultavano inoltre collegate alla rete telematica dell’Agenzia ed erano destinate alla raccolta di giocate con vincite in denaro. Sequestrati dadi, sabot, carte da gioco, fiches, registri contabili, ricevute manoscritte e documentazione. Dentro una cassetta metallica c’erano 680,88 euro in contanti e cinque assegni circolari per complessivi 2.320 euro. Il gestore non ha fornito adeguate giustificazioni circa la provenienza e la destinazione delle somme. Mentre un cliente ha ammesso di utilizzare fiches del valore di 1, 2 e 3 euro.

Per poter giocare i clienti dovevano versare al gestore 20 euro. Durante il blitz c’erano 15 giocatori ai tavoli di “scala quaranta pokerata” e “carioca”. Gli accertamenti hanno inoltre fatto emergere profili riconducibili a frode fiscale ed evasione del Preu, il prelievo erariale unico. Al termine dell’operazione è scattato il sequestro preventivo dell’immobile: provvedimento per impedire la prosecuzione dell’attività illecita.