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La plastica non trova più spazio: raccolta sospesa a Siracusa

Il mercato cambia le regole dell’economia circolare: il materiale riciclato costa più del vergine e gli impianti non riescono più a smaltirlo

07 Ottobre 2026, 20:23

20:30

La plastica non trova più spazio: raccolta sospesa a Siracusa

Non c’è solo la saturazione momentanea di una piattaforma, dietro allo stop del conferimento della plastica decretato lunedì sera anche dal nostro Comune, ma un inquietante cambio di paradigma nel sistema del riciclo che sta inceppando l’economia circolare così come l’abbiamo concepita sinora. In sintesi, la plastica riciclata costa improvvisamente di più di quella vergine: il Pet (polimero delle bottiglie di plastica) vergine, importato dall’estero (prevalentemente dall’Asia) costa 750 euro a tonnellata, mentre quello riciclato in Italia costa tra i 1.200 e i 1.300 euro. Non è semplice, né rilevante qui capire il perché di questo paradigma invertito, ma quello che conta (e che pesa) è che la discesa dei prezzi della plastica vergine, ha fatto crollare la domanda di quella riciclata. Nelle piattaforme in cui conferisce anche il nostro Comune la plastica, che raccogliamo e separiamo con tanta pazienza per le buone pratiche, sta rimanendo abbancata fino a saturare gli impianti. Con il rischio pure che, qualche volta…prenda fuoco.

E così siamo arrivati all’annuncio di lunedì sera fatto dal gestore Ris.am: “In Sicilia si sta registrando una grave e diffusa criticità negli impianti di ricezione imballaggi in plastica. La saturazione delle capacità di stoccaggio degli impianti sta costringendo molti Comuni a fermare temporaneamente le relative raccolte sul territorio. Per tali ragioni, a causa dell’improvviso blocco dell’impianto di destinazione finale, anche per Siracusa si rende necessario sospendere il servizio di raccolta dei rifiuti multimateriale (plastica e metalli) a partire da martedì 6 ottobre”. L’assessore comunale all’Igiene urbana, Luciano Aloschi, ieri mattina a La Sicilia spiegava: «La piattaforma Domus con cui abbiamo l’accordo è satura. Siamo arrivati anche lunghi, con questo avviso alla città, perché fino all’ultimo momento abbiamo cercato di vedere se c’era qualche altra piattaforma disponibile. Niente. Purtroppo sono tutte nella stessa situazione. Ci siamo dovuti fermare».