Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
7 ottobre 2026 - Aggiornato alle 23:27
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×

Il giornale di oggi

Leggi
☰

l'operazione

Casa del Pellegrino, sigilli e cemento contro il ritorno degli abusivi

A Siracusa polizia, vigili urbani e vigili del fuoco nell’immobile devastato da incendi e occupazioni. Non uno sgombero, ma la prima ricognizione in vista di una soluzione

07 Ottobre 2026, 23:08

23:10

Casa del Pellegrino, sigilli e cemento contro il ritorno degli abusivi

La Casa del Pellegrino sembrava il set de La Casa di carta, la serie Netflix nella quale si fa un gran dispiegamento di forze per costringere una banda di scassinatori ad uscire da una banca. Solo che ieri gli occupanti abusivi erano già tutti fuori e l’immobile sembrava una zona di guerra: tutto distrutto, bruciato, degradato.

Questa volta non si è trattato di uno sgombero, ma del primo atto concreto per provare a chiudere una vicenda che da anni si trascina tra degrado, occupazioni, incendi e un contenzioso mai davvero risolto. Sul posto polizia, Municipale e vigili del fuoco, con i tecnici del Comune e i rappresentanti degli enti coinvolti nella lunga vicenda dell’immobile. I pompieri hanno aperto un varco e da lì è cominciata la ricognizione di quello che resta dentro la struttura.

Il problema Casa del Pellegrino è ormai diventato troppo grande per essere lasciato alla disputa, tutta amministrativa e giudiziaria, tra Comune e Santuario della Madonna delle Lacrime. Nel 2020 Palazzo Vermexio aveva disposto la revoca del comodato, ma nel 2024 il Consiglio di giustizia amministrativa ha ribaltato la decisione del Tar, riconoscendo le ragioni del Santuario e riportando l’immobile nell’ambito del comodato originario. Una sentenza che ha risolto un passaggio giudiziario, non il problema pratico di cosa fare di quel gigante abbandonato nel cuore della città.

Ma tra legge e diritto, tra contrasti e rivendicazioni, c’è dell’altro. Negli anni la Casa del Pellegrino è diventata un rifugio per chi non aveva un posto dove andare. E il problema sociale non si cancella murando un ingresso. Per questo nella macchina organizzativa sono stati coinvolti anche i servizi sociali del Comune e l’Asp: se qualcuno dovesse tornare a occupare gli spazi, l’idea è quella di intercettare le situazioni di fragilità e provare a indirizzarle verso una soluzione diversa da un materasso sfondato sul pavimento di una stanza sporca.

Negli anni l’immobile è stato oggetto di diversi atti vandalici e incendi e la decisione di cementare tutti gli ingressi al palazzetto. Soluzione inutile: pian piano la Casa del Pellegrino si è ripopolata, nonostante il pericolo, la sporcizia e l’apocalisse sanitaria che vivere tra topi e immondizia comporta.

Il Comune, attraverso il capo di Gabinetto, Giuseppe Gibilisco, ha ipotizzato che entro dicembre la questione Casa del Pellegrino – i cui ingressi principali sono stati di nuovo serrati - dovrebbe essere risolta, per la parte che gli compete, e che l’ente Santuario dovrebbe provvedere per la parte nuova dell’immobile.

Ma questi sono i tempi della burocrazia, mentre i buoni propositi per diventare fatti necessitano di accordi e collaborazione, condizione che per gli osservatori più attenti, al momento, non sussisterebbe tra Comune e Santuario, stante la diatriba ancora in corso: separati in Casa.