“Lost and found”
La cocaina trasportata all’interno dei container: ci sono sei condannati
Lo smistamento della droga sbarcata al porto fu reso possibile grazie a una società ora sotto amministrazione giudiziaria
La droga prodotta nei laboratori dei narcos Sudamericani viaggiava, a bordo di navi, all’interno dei container diretti in Sicilia. I panetti di cocaina poi venivano stoccati nel porto di Catania per essere immessi nel mercato illegale. Il supporto logistico era fornito da alcuni personaggi che orbitano nel clan Pillera-Puntina, anche se l’aggravante mafiosa non è stata contestata agli imputati che sono stati rinviati a giudizio nell’ambito dell’operazione “Lost and Found”. L’accordo illecito prevedeva un compenso a chi facilitava il transito: una cifra che oscillava tra il 30 e il 40 per cento del quantitativo introdotto. E dovevano essere parecchi soldini considerato che i finanzieri del Gico sono riusciti a ricostruire il percorso di diversi carichi di droga: uno di oltre 100 chili e un altro di 300. Inoltre i trafficanti avrebbero gestito anche la successiva consegna della sostanza stupefacente ai destinatari. I finanzieri nel corso delle indagini hanno sequestrato 110 chili di cocaina il 25 maggio 2022, 60 chili il 7 febbraio 2023, 54 chili l’1 dicembre 2023.
La gup Silvia Passanisi ha condannato a 2 anni e 9mila euro di multa Enrico D’Ambrosio, a sei mesi e 2mila euro di multa a titolo di continuazione Santo Oreste D’Arrigo, a quattro anni e 18mila euro di multa Salvatore Fichera, a 2 anni e 10 mesi e 14mila euro di multa Davide Ragonese, a 4 anni e 6 mesi e 18mila euro di multa Angelo Sanfilippo, e quattro anni e quattro mesi e 18mila euro di multa Melino Sanfilippo. Sono stati assolti invece Giuseppe Curciarello, Antonino D’Arrigo, Angelo Di Mauro, Ledi Hoxhaj, Antonino Vasta. Assoluzioni parziali per i due Sanfilippo, d’Ambrosio e Fichera.
Gli imputati Sanfilippo sono stati condannati a risarcire la Europea Servizi Terminalistici che si è costituita parte civile nel procedimento, da liquidarsi in separata sede civile.
L’inchiesta parte da alcune dichiarazioni di collaboratori di giustizia (uno è più un dichiarante, in verità). Dalle indagini svolte dalla guardia di finanza è emerso - come ha sostenuto l’accusa rappresentata dalle pm Tiziana Laudani e Michela Maresca - che i due Sanfilippo avrebbero dato gestito l’importazione illecita «di ingenti partite di cocaina al porto di Catania». Sarebbero stati gli stessi imputati a provvedere, poi, al «recupero della droga» avvalendosi del servizio «di smistamento dei container» assicurato dalla Est, che è stata destinataria nei mesi scorsi di un provvedimento di misure di prevenzione. La società, infatti, è finita lo scorso marzo sotto amministrazione giudiziaria.