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L'intervista

Tornado nel Trapanese, l'esperto: «Probabilmente di livello F2. Il maltempo continuerà, questo è stato l'antipasto»

Un fenomeno «straordinario ed eccezionale per la Sicilia», che è «difficile ma non impossibile» che si verifichi ancora in questi giorni. Parla il presidente del Centro meteorologico siciliano

09 Ottobre 2026, 13:44

13:50

Tornado nel Trapanese, l'esperto: «Probabilmente di livello F2. Il maltempo continuerà, questo è stato l'antipasto»

L'area temporalesca fotografata da un satellite della Nasa (Foto del Cms)

«Dopo un'estate come quella che abbiamo avuto, il nostro mare così scaldo sta rilasciando energia. Ce lo aspettavamo». Gli esperti di meteo hanno osservato il tornado che si è abbattuto fra Marsala e Petrosino con attenzione. Ci si attendeva che le correnti più fresche del nord-Atlantico, arrivando a queste latitudini e scontrandosi con temperature così tanto più alte, potessero generare fenomeni meteorologici rilevanti. La tromba d'aria però è stata di un'intensità «sicuramente straordinaria per la Sicilia. Il maltempo, però, non è finito e anzi, continuerà nei prossimi giorni. Ragionando in termini probabilistici, è molto difficile ma non impossibile che si verifichino altri fenomeni simili», spiega Stefano Albanese, presidente del Centro meteorologico siciliano, un'associazione no-profit che da anni monitora il meteo sul nostro territorio.

«Siamo ancora in attesa di una catalogazione ufficiale, che arriverà man mano che avremo informazioni sempre più precise, ma riteniamo possibile che si sia trattato di un tornado di livello F2», aggiunge Albanese. La scala dell'intensità dei tornado è empirica: organizzata su cinque livelli (da 0 a 5, dove 5 è il più alto), si basa sulla quantità di danni che genera sul territorio sul quale si abbatte. Di solito, quando capita che i danni siano tanti come quelli del Trapanese, i venti arrivano a superare i 250 chilometri orari.








«L'aria più fresca che arriva dal Nord Atlantico sta dando origine a un vortice depressionario, uno dei tanti vortici depressionari che si generano solitamente in autunno - continua l'esperto - I contrasti con l'aria mite e umida dei bassi strati danno vita a moti convettivi, si dice così, che fanno sì che si formino questi cumulonembi particolarmente elevati». Fuori dai tecnicismi: grandi masse di aria fredda che incontrano grandi masse di aria calda creano i nuvoloni che, di solito, sono il preludio di forti temporali. «A Marsala, la convergenza di queste correnti ha dato origine a una intensa cella temporalesca, stiamo valutando se si sia trattato di una supercella, che è quella che è responsabile in molti casi, ma non sempre, dell'origine dei tornado».

Nel Trapanese prima ci sono state due trombe marine, che esistono solo finché stanno in mare e, di solito, si dissolvono quando arrivano sulla terra ferma. «Ciò che ha generato danni è un vero e proprio tornado, senza se e senza ma, che stiamo catalogando. Sicuramente è stato un fenomeno eccezionale e di rilievo». Che lo si chiami tromba d'aria o tornado non fa differenza, «sono la stessa identica cosa», ma non bisogna confondere il fenomeno vorticoso con quello della tromba marina, che si alimenta delle acque più calde.









«Il maltempo non è finito, questo è stato l'antipasto», afferma ancora il presidente del Cms. «Altri temporali tenderanno a formarsi sulla Sicilia, tra la serata e la giornata di domani e interesseranno tutto il settore centrosettentrionale, quindi le province di Trapani e Palermo, il Messinese e anche alcune zone del Nisseno». Poi, però la perturbazione si sposterà verso la Sicilia orientale, «quindi ci saranno temporali ovunque, anche di forte intensità. È difficile che accada una replica di quello che è successo: qualche altra tromba marina sicuramente, ma un tornado così ha, allo stato attuale, una probabilità bassa (ma non nulla) di verificarsi», sostiene Albanese. «D'altronde - conclude - questo è il primo prezzo che si paga dopo l'estate trascorsa. I mari caldi cominciano a rilasciare energia, sapevamo che sarebbe accaduto prima o poi».