l'emergenza
Marsala, la furia devastante del “vortice nero” su bambini e campagne
Il racconto della disperazione dopo la tempesta. È iniziata la conta dei danni tra case sventrate, niente luce e interi vigneti rasi al suolo. «Si dichiari la calamità naturale»
«Guardavamo con curiosità verso il mare - dice Giovanni Anastasi - stavo percorrendo la litoranea di contrada Biscione, la mia destinazione era casa, venivo dalla campagna, ero con un mio amico, seguivamo la formazione in apparente lontananza di quelle due colonne scure. Da queste parti, ma in mare, il fenomeno metereologico di questo genere non è raro, ma trombe marine che nascono e muoiono al largo sopra la superficie dell'acqua, formazioni cariche di vento e pioggia. I pescatori hanno un loro rito religioso, una preghiera per spezzarle, e invece vedevamo che si muovevano velocemente, verso la costa, poi mi è sembrato di vedere, ma in diretta, la scena di un film apocalittico, trombe d'aria diverse che si univano, che diventavano un'unica cosa e causavano disastri, ma il mio non era un film, era la realtà. Siamo riusciti a trovare riparo davanti a quella enorme massa che girava in modo vorticoso, la mia è una delle auto filmate perché diventata come un cartoccio di metallo».
Marsala e Petrosino dopo il passaggio sulla costa e per una parte nell'entroterra della tromba d'aria, tra Biscione e le contrade Terranova e Bambina, danno l'impressione di un territorio terremotato: case e muri crollati, disastro ovunque, la prima sensazione a guardarsi intorno per i soccorritori, e non solo per loro, è angosciante. Si pensa al peggio, poi più passa il tempo e più si sono tirati sospiri di sollievo: tantissimi i danni ma per fortuna non ci sono vittime, né feriti gravi. Ieri sera il bilancio diffuso dall'Asp dava notizie dettagliate e rincuoranti: restano ricoverati in osservazione due dei 10 bambini finiti in ospedale a Marsala, condizioni gravi ma nessun pericolo di vita per un uomo ricoverato al Civico di Palermo, e per un anziano di 70 anni e una donna, all'ospedale di Mazara.
A coordinare i soccorsi è stata la prefettura, il prefetto Daniela Lupo è stata in contatto costante con i sindaci di Marsala e Petrosino, Patti e Anastasi, telefonate continue tra Trapani, Palermo e Roma, dall'altro capo della linea i presidenti Schifani e Meloni, il ministro Musumeci. La premier Meloni si è aggiornata continuamente attraverso la protezione civile, questa mattina Schifani sarà a Marsala, mentre ieri da Palermo sono arrivati gli assessori Aricò e Turano e il capo della protezione civile regionale, Cocina.
Già si pensa a recuperare le somme occorrenti per gli interventi. Tra i primi sul posto Antonio Parrinello, responsabile della protezione civile provinciale. Lui è di Marsala, conferma che non si tratta di fenomeni meteorologici rari, ma ha detto di non avere ricordo di così tanta devastazione. «Noi avevamo data l'allerta meteo per la giornata di oggi, ma si tratta di fenomeni meteorologici imprevedibili». Ieri venendo in questa zona abbiamo camminato tra case scoperchiate, auto ribaltate, una di queste era in movimento, si è temuto il peggio per la coppia che era a bordo, marito e moglie: per loro e per gli studenti della scuola De Gasperi le uniche vere paure.
Il versante meridionale tra Petrosino e Marsala è irriconoscibile. «Ma cosa è stato - chiede un contadino rivolto anche a un vigile del fuoco - un tifone, un tornado, come la chiamate voi questa cosa?». La conta dei danni è parecchio alta, ci sono aziende agricole che hanno perduto cascinali e produzione, l'attesa pioggia è arrivata ma nel peggiore dei modi. Non un nubifragio ma una tempesta di acqua e vento. I tecnici sono al lavoro sulle reti ferroviaria ed elettrica, sulle arterie stradali, le forze dell'ordine si sono da subito occupati di prevenire episodi di sciacallaggio, mentre i soccorsi sono arrivati da tutti i punti della provincia. Ed oggi è il giorno per fare la conta dei danni.



