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La protesta non si ferma: «I costi energetici sono ormai insostenibili»
A Caltagirone, in piazza Falcone Borsellino, il presidio degli agricoltori e degli appartenenti alle altre categorie produttive supportati dai sindaci della zona
Giornata di passione, con il presidio degli agricoltori e degli appartenenti alle altre categorie produttive in piazza Falcone Borsellino “per dire basta ai costi energetici insostenibili e al caro gasolio e invocare interventi immediati da parte del Governo”.
La manifestazione di protesta, che prosegue ininterrottamente dallo scorso martedì, ha determinato la sospensione temporanea del mercato del sabato (con un’ordinanza del sindaco per motivi di pubblica incolumità e tutela dell’ordine pubblico), che si sarebbe dovuto svolgere negli stessi luoghi, e la possibilità che lo stesso venga recuperato in un giorno alternativo, d’intesa con le associazioni degli ambulanti. Anche ieri i partecipanti alla protesta, che venerdì avevano ricevuto la visita e le parole di conforto del vescovo Calogero Peri, hanno incassato la solidarietà dei rappresentanti delle istituzioni: l’europarlamentare Marco Falcone, i sindaci del Calatino (Fabio Roccuzzo per Caltagirone, con il presidente del Consiglio comunale Francesco Incarbone; Giovanni Burtone per Militello; Giuseppe Mistretta per Mineo; Pietro Palermo, vicesindaco di Grammichele; Santo Randone per Licodia Eubea), consiglieri comunali e provinciali. Tutti hanno sottoscritto la piattaforma di richieste e proposte elaborata dai manifestanti, come illustrata da Nicolò Lo Piccolo.
Fra le priorità, interventi specifici per l’abbattimento dei costi di produzione, interventi strutturali sulle accise e meccanismo dell’accisa mobile, risoluzione del nodo “extrarete”, crediti d’imposta e proroga dei bonus gasolio, prezzo fisso del gasolio agricolo e autotrazione, blocco per 5 anni del prezzo del gasolio e del grano, misure analoghe a tutela di tutti i comparti produttivi, tavoli di crisi permanenti e convocazioni urgenti, tracciabilità dei prodotti per garantire il Made in Italy. Ritenute “largamente insufficienti” dai manifestanti le misure sinora adottate dalla Regione.