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Tornado, a Marsala aziende in ginocchio e agricoltura distrutta: danni per milioni di euro in settori nevralgici

Tromba marina devasta Marsala e Petrosino: danni milionari a impianti, vigneti e uliveti e appello per stato di calamità e ricostruzione urgente

11 Ottobre 2026, 08:59

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Tornado, a Marsala aziende in ginocchio e agricoltura distrutta: danni per milioni di euro in settori nevralgici

La violenta tromba marina che si è abbattuta sul litorale della Sicilia occidentale, spingendosi fino all'entroterra tra Marsala e Petrosino, ha lasciato dietro di sé una scia di devastazione economica senza precedenti. A fare i conti con la furia del vento non è soltanto il comparto industriale, ma l'intero tessuto produttivo del territorio, dove la distruzione di impianti d'eccellenza si somma al totale azzeramento di centinaia di ettari di terreni agricoli destinati alle colture simbolo della zona: i vigneti d'uva da vino e gli uliveti secolari. Uno dei colpi più duri al comparto industriale si è registrato a Petrosino presso L'avannotteria, struttura all'avanguardia del gruppo "Del pesce", dove la forza del vortice ha abbattuto il muro di cinta e polverizzato due dei quattro capannoni principali del sito, dedicati alla riproduzione e allo svezzamento degli animali. Durante il sopralluogo del presidente della Regione, Renato Schifani, il presidente del gruppo Pietro Lococo ha quantificato i danni in oltre due milioni di euro, con il blocco delle attività per diverse settimane e forti timori per la tenuta occupazionale dei 92 dipendenti della struttura.

Accanto all'emergenza industriale, la stima dei danni materiali assume contorni catastrofici lungo le campagne del comprensorio marsalese e petrosileno. Il passaggio del tornado ha letteralmente sradicato intere piantagioni di vigneti in un momento cruciale per la gestione dei campi: filari piegati a terra, pali di sostegno spezzati, tendoni strappati e impianti d'irrigazione distrutti dalla forza delle raffiche. Per le cantine sociali e i piccoli produttori si tratta di una perdita incalcolabile che rischia di compromettere la capacità produttiva e commerciale del settore vitivinicolo locale anche per le prossime stagioni.

Non meno drammatico è il bilancio negli uliveti della fascia costiera. Gli alberi secolari hanno subito la violenza delle raffiche con rami spezzati, sradicamenti e frutti irrimediabilmente strappati dalle piante a ridosso della campagna di raccolta dell'olio. Serre sventrate, magazzini scoperchiati e macchinari agricoli danneggiati completano il quadro di una calamità che ha colpito contemporaneamente l'agroalimentare e l'acquacoltura d'eccellenza del Trapanese, portando i sindaci di Marsala e Petrosino, Andreana Patti e Giacomo Anastasi, a richiedere con urgenza lo stato di calamità naturale.

Durante la visita del governatore Schifani, Pietro Lococo ha lanciato un appello accorato a Palazzo d'Orleans per ottenere corsie autorizzative veloci che consentano di ricostruire rapidamente i capannoni. Capitolo a parte il comparto vitivinicolo che deve ripartire da zero dopo la furia del tornado nero.