battaglia giudiziaria
Accademia di Belle arti Michelangelo di Agrigento, convalidato lo sfratto: il Comune fa causa per gli affitti arretrati non pagati
Dopo il via libera del Tribunale al rilascio dei locali, scatta l'azione di recupero crediti per tutelare l'erario
Il Comune di Agrigento passa alle vie legali per recuperare i canoni di locazione arretrati relativi all’ex istituto Don Bosco di via Bac Bac, una struttura di circa mille metri quadrati che ospita l'Accademia delle Belle Arti Michelangelo.
La decisione fa seguito alla convalida dello sfratto per morosità disposta dal tribunale per i locali concessi all'istituzione dal 2015 a fronte di un canone annuo di quasi 36 mila euro dopo un bando pubblico a cui l’ente fu l’unico partecipante. Dopo la proposta avanzata dal settore Affari Legali, il sindaco Michele Sodano ha autorizzato la promozione di un'autonoma e specifica azione di recupero crediti per tutelare le casse dell'ente pubblico.
La necessità di avviare un nuovo procedimento giudiziario nasce da un dettaglio tecnico della sentenza: il giudice, pur ordinando il rilascio immediato dell'immobile alla società che gestisce l’accademia, non ha inserito nel provvedimento l'ingiunzione di pagamento per le somme non versate nel corso degli anni. Trattandosi di risorse economiche spettanti alla collettività, il dirigente Antonio Insalaco e gli uffici competenti hanno ritenuto doveroso intervenire tempestivamente per sanare la situazione finanziaria.
Per curare e difendere gli interessi del Comune nell'intera procedura è stata incaricata l'avvocato Rita Salvago, funzionario specialista legale di Palazzo dei Giganti. Questa nuova mossa giudiziaria arriva a margine di una complessa vertenza stragiudiziale trascinatasi per mesi tra diffide formali e solleciti di pagamento rimasti senza riscontro.
Dopo la contestazione ufficiale inviata a novembre e un successivo tentativo di mediazione obbligatoria ad aprile - fallito a causa della mancata comparizione della controparte -l'amministrazione comunale punta ora a ottenere il saldo integrale delle spettanze arretrate.
La società che fa capo all’Accademia ha più volte preso posizioni pubbliche, sostenendo che nulla fosse dovuto, ma anche spiegando che i guai connessi al mancato accreditamento del Ministero per alcuni dei corsi di laurea fossero invenzione della stampa.