il caso
Sotto inchiesta a Brescia Il lotto di pomodori prodotti a Gela e ritirato dal Ministero
Il fascicolo aperto dopo i malori di centinaia di bambini della scuola dell'infanzia in Val Trompa
I lotto di pomodorini ciliegini prodotto da un’azienda della Piana di Gela è finito al centro dell’inchiesta aperta dalla Procura di Brescia dopo i malori che hanno colpito un centinaio di bambini nelle scuole della Valtrompia. Il fascicolo, al momento contro ignoti, ipotizza il reato di lesioni colpose e punta a chiarire l’origine dei disturbi accusati dagli alunni, alcuni dei quali hanno avuto bisogno del ricovero ospedaliero.
Tra gli elementi al vaglio degli inquirenti c’è una fornitura di pomodorini utilizzata nel centro cottura di Inzino, collegata a un lotto prodotto da un'azienda gelese e ritirato dal mercato il 23 settembre su disposizione del Ministero della Salute per la presenza di Salmonella. La società Markas, che gestisce il servizio di ristorazione scolastica, aveva precisato che il prodotto era stato sottoposto alle procedure di lavaggio e sanificazione previste prima dell’utilizzo.
La corrispondenza tra la fornitura e il lotto richiamato ha portato ad approfondire gli accertamenti, ma non costituisce, da sola, la prova che siano stati i pomodorini a provocare il focolaio. La Procura di Brescia ha delegato le verifiche ai carabinieri del Nas, chiamati anche a controllare se altri alimenti serviti nelle mense potessero essere contaminati. La vicenda interessa diversi centri del Bresciano, tra cui Gardone Val Trompia, Concesio e Sarezzo. Nei giorni scorsi diverse famiglie di bambini colti da malore hanno presentato esposti.
Nel frattempo, la questione è stata affrontata anche in Sicilia.. Nei giorni scorsi, al Dipartimento di prevenzione dell’Asp di Caltanissetta si è svolto un vertice tecnico sul rischio legato ai pomodorini prodotti nella Piana di Gela a cui hanno preso parte anche il sindaco Terenziano Di Stefano e vari produttori. Si è creata una task force per definire un protocollo condiviso tra le istituzioni per rafforzare i controlli lungo la filiera, senza alimentare allarmi generalizzati: al momento, il richiamo riguarda un solo lotto. Si faranno controlli sull'acqua usata nella produzione e sul prodotto finale prima della commercializzazione. Un secondo vertice si è tenuto venerdi scorso alla Regione.
L’inchiesta bresciana dovrà ora stabilire se esista un collegamento tra il prodotto ritirato e i malori registrati nelle scuole. Un passaggio decisivo per ricostruire l’accaduto e individuare eventuali responsabilità.