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La maxi intimazione da 4 milioni di euro al Comune, Argiroffi e Forello: «Termine già in scadenza, dilettantismo inaccettabile»

La nota: «L'amministrazione non sa cosa accade negli uffici»

11 Ottobre 2026, 16:16

16:20

La maxi intimazione da 4 milioni di euro al Comune, Argiroffi e Forello: «Termine già in scadenza, dilettantismo inaccettabile»

Ugo Forello e Giulia Argiroffi

«Siamo oltre i limiti del ridicolo, se non fosse per il dramma che questo dilettantismo amministrativo scarica quotidianamente sulla vita dei cittadini e sui costi della macchina pubblica».

A dichiararlo sono i consiglieri del gruppo Oso-Controcorrente, Giulia Argiroffi e Ugo Forello, denunciando la sconcertante impreparazione e la totale mancanza di consapevolezza con cui i vertici dell'amministrazione comunale di Palermo gestiscono la quinta città d'Italia, a proposito della recente "scoperta" di una maxi intimazione da oltre 4 milioni di euro per tributi e sanzioni non pagate, anche ad altri enti pubblici come la Regione, l'Inps, la Città metropolitana.

«Senza l'intervento tempestivo e la denuncia del nostro gruppo - aggiungono - i vertici di Palazzo delle Aquile non sarebbero nemmeno venuti a conoscenza dell'avviso di intimazione da oltre 4 milioni di euro notificato dall'Agenzia delle Entrate -Riscossione. I 5 giorni concessi dalla legge per evitare le esecuzioni forzate o chiedere la rateizzazione dei carichi scadrebbero infatti proprio oggi, domenica 11 ottobre. Solo grazie al calendario — che fa slittare la scadenza a domani, lunedì 12 ottobre, essendo oggi festivo — e all'allarme lanciato dai consiglieri Argiroffi e Forello, il Sindaco ha ora a disposizione poche ore per correre ai ripari.

È inaccettabile che il Sindaco e la Giunta ignorino atti di questa gravità e che l'amministrazione si muova solo quando sollecitata dalla stampa e dall'opposizione. Ma purtroppo questo è ormai un metodo consolidato» proseguono i consiglieri che evidenziano un quadro sistemico di superficialità: Dalla delibera non firmata in tempo dal Presidente del Consiglio comunale che costava la perdita di oltre 11 milioni di euro; alle sconcertanti dichiarazioni di chi ammette di firmare atti senza neppure sapere cosa sta sottoscrivendo, fino alla corsa contro il tempo per l'approvazione del rendiconto, votato all'ultimo minuto solo per evitare lo scioglimento dell'intero Consiglio comunale.

«In quale mani è finita Palermo? È drammatico constatare che la gestione della quinta città d'Italia sia affidata a un'amministrazione che non sa cosa accade nei propri uffici e che scopre le ingiunzioni di pagamento da 4 milioni di euro solo leggendo le note stampa dell'opposizione. Il costo di questa approssimazione viene pagato direttamente dai palermitani con servizi inefficienti, tasse alte e una qualità della vita ridotta ai minimi storici. Oso-Controcorrente continuerà a stare al pezzo, controcorrente, per difendere gli interessi della città e pretendere trasparenza e competenza».