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Tangenti all’Asp di Palermo, sei anni a Mario Lupo (Samot): dalle sue intercettazioni nato il filone su Armao

Il commercialista, ex sindaco di Villabate, fu arrestato nel settembre 2025 mentre consegnava denaro a un dirigente dell’azienda sanitaria. Per l’altro protagonista, Cerrito, patteggiamento a tre anni e sei mesi

11 Ottobre 2026, 17:23

17:30

Tangenti all’Asp di Palermo, sei anni a Mario Lupo (Samot): dalle sue intercettazioni nato il filone su Armao

Sei anni di reclusione e interdizione perpetua dai pubblici uffici. È la condanna inflitta dal gup Marta Maria Bossi a Mario Lupo, commercialista, ex sindaco di Villabate ed ex presidente della Samot, l’organizzazione che si occupa di assistenza domiciliare ai malati terminali. Il processo, con rito abbreviato, riguardava l’accusa di corruzione. La sentenza è di primo grado e non è definitiva.

Al centro del procedimento ci sono i soldi consegnati a Francesco Cerrito, all’epoca direttore del dipartimento integrazione socio-sanitaria dell’Asp di Palermo. Secondo la sentenza, Lupo li versava per accelerare i pagamenti dovuti alla Samot e favorire le sue pratiche di liquidazione.

L’arresto in flagranza. I due furono fermati dalla polizia nel settembre 2025 durante uno scambio di denaro: contanti nascosti nella scatola di una bomboniera, passati di mano nel parcheggio dell’Asp in via Pindemonte. Il 30 settembre il giudice convalidò gli arresti e dispose i domiciliari per entrambi.
Non fu un episodio isolato. Cerrito ha ammesso di aver ricevuto denaro cinque o sei volte, per una cifra complessiva tra gli 11 e i 12 mila euro.

La linea difensiva. Lupo ha sempre negato il patto corruttivo. Quei versamenti, ha sostenuto, erano un ringraziamento perché le liquidazioni arrivavano puntuali e gli consentivano di pagare i collaboratori. Aveva chiesto l’abbreviato condizionato all’acquisizione di nuove prove proprio per smontare l’ipotesi della corruzione.

Due strade processuali diverse. Cerrito ha scelto il patteggiamento: tre anni e sei mesi, pena riportata il 28 aprile 2026. Una prima proposta a tre anni era stata respinta dal giudice, che l’aveva ritenuta troppo bassa nonostante il via libera della Procura.

Il filone su Armao. Le intercettazioni dell’inchiesta su Lupo hanno contribuito ad aprire un secondo fronte investigativo, che coinvolge l’ex vicepresidente della Regione Gaetano Armao, l’avvocato Pierluigi Matta, il presidente della Samo Luigi Zancla e il deputato regionale Giuseppe Geremia Lombardo. Samo e Samot sono due organizzazioni distinte.

Il 2 ottobre è stata resa nota la richiesta di arresto della Procura per Armao, indagato per corruzione. Tra le ipotesi contestate, un intervento tramite Matta per ostacolare l’ampliamento delle organizzazioni convenzionate per le cure palliative e favorire la Samo. Armao ha respinto ogni addebito e si è dimesso da consigliere giuridico del presidente della Regione Renato Schifani.

Quelle del secondo filone sono accuse ancora tutte da verificare: la condanna di Lupo riguarda esclusivamente i pagamenti al dirigente dell’Asp.