l'allarme
Strade trasformate in fiumi in piena e alvei intasati
Il maltempo svela le crepe del territorio di Giarre tra voragini, caditoie ostruite. Ramaglie e carcasse di auto nei torrenti Jungo e Macchia che sono esposti al rischio di tracimazione
Le precipitazioni delle ultime ore tornano a mettere a dura prova il territorio di Giarre, inferendo un ennesimo duro colpo alla già precaria rete viaria cittadina. Tra allagamenti diffusi, caditoie ostruite e manti stradali fortemente compromessi, il maltempo ha riportato a galla criticità strutturali nel centro storico e nelle frazioni, riducendo la viabilità a un vero e proprio “percorso di guerra”.
Le situazioni di maggiore pericolo si registrano nei tratti con pavimentazione in mattonelle: in piazza Macherione, nei pressi del palazzo delle Culture, l’acqua ha provocato l’apertura di insidiose voragini. Nel cuore del centro storico, ingenti flussi idrici hanno trasformato in corsi d’acqua in piena via Callipoli, corso Italia e corso Sicilia, estendendosi a tratti di viale Sturzo e via Luigi Orlando. A determinare i continui allagamenti contribuiscono le numerose caditoie completamente occluse e le complessive carenze idrauliche della rete di smaltimento delle acque meteoriche.
Forti difficoltà di transito per automobili e pedoni si registrano anche lungo viale Libertà e in diversi tratti di corso Matteotti. Condizioni di spiccata criticità vengono segnalate inoltre nella frazione Trepunti, a causa del manto stradale dissestato in via Giusti e via San Matteo. La pioggia ha palesato notevoli disagi anche a Santa Maria la Strada, all’ingresso Nord ella cittadina jonica, dove si sono verificati estesi allagamenti nel piazzale antistante il mercato ortofrutticolo e lungo il ponte Macchia, strada strategica di collegamento tra via Ruggero I e via Finocchiaro Aprile.
A destare preoccupazione è lo stato dei corsi d’acqua che attraversano la città. In via Trieste rimane sotto stretta osservazione il torrente Jungo, esposto a concreto rischio di tracimazione in occasione di eventi meteo intensi a causa del greto totalmente invaso da fitti canneti e ramaglie. Un quadro ancora più degradato interessa il torrente Macchia, il cui alveo risulta gravemente ostruito dalla presenza indiscriminata di rifiuti ingombranti, tra cui pneumatici ed elettrodomestici dismessi. Nel tratto che costeggia l’area di via Lisi, sul fondo del torrente giace persino la carcassa di una minicar, rappresentando un ostacolo e un pericolo potenziale per il corretto deflusso delle acque.