I dati
Il crimine è nel Nord Italia: Ragusa, Catania e Palermo da record per il calo di reati
L'Indice della criminalità del Sole 24 Ore fotografa una flessione nazionale delle denunce, trainata dai furti. Il Mezzogiorno diventa più sicuro, con la provincia iblea a guidare il calo (-11,3%). Aumento del 34% dei giovanissimi arrestati o segnalati
Per la prima volta dopo quattro anni di crescita ininterrotta, i reati denunciati in Italia tornano a diminuire, attestandosi nel 2025 a circa 2,36 milioni, con una flessione dell'1,8% rispetto all'anno precedente. In questo quadro nazionale generalmente positivo, tracciato dalla nuova edizione dell'Indice della criminalità del Sole 24 Ore, spiccano i dati eccellenti della Sicilia e, in modo particolare, della provincia di Ragusa. Il territorio ibleo registra infatti una delle flessioni più marcate di tutta la penisola, con un calo dei delitti pari all'11,3%. Questo trend virtuoso attraversa gran parte del Mezzogiorno e vede protagoniste in positivo anche le grandi aree metropolitane dell'isola: Catania segna una netta diminuzione del 10,5%, seguita a stretto giro da Palermo con un confortante calo del 9,2%. Ben otto province siciliane su nove presentano il segno meno, posizionandosi ovunque sotto i livelli prepandemici del 2019.
A fare da contraltare alle cifre incoraggianti del Sud è però il preoccupante allarme che riguarda la criminalità giovanile a livello nazionale. Nel corso del 2025, le segnalazioni di minorenni denunciati o arrestati hanno sfiorato quota 39.600, registrando un balzo del 34% rispetto al 2019. Un dato che è collegato all'inasprimento delle norme voluto dal governo Meloni, ma resta allarmante. L'incidenza dei giovanissimi è particolarmente allarmante nei reati predatori violenti, arrivando a rappresentare quasi il 26% degli autori di rapine in pubblica via. A livello provinciale, Sondrio e Modena guidano la classifica per l'incidenza di minori sul totale dei denunciati. L'indagine rileva inoltre che le denunce a carico di cittadini stranieri rappresentano il 35,1% del totale nazionale.
Analizzando le tipologie di reato, la diminuzione complessiva è trainata principalmente dal calo dei furti, scesi sotto la soglia del milione, con riduzioni significative per quelli sulle auto in sosta, in abitazione e con destrezza. In discesa anche le rapine in strada e le denunce per violenze sessuali, mentre gli omicidi volontari raggiungono il valore più basso dal 1950, eguagliando solo i numeri del lockdown. Al contrario, cambiano le abitudini criminali con una forte impennata delle truffe e delle frodi informatiche, cresciute di quasi il 41% rispetto a sei anni fa. In lieve aumento risultano anche danneggiamenti, percosse ed estorsioni.
La "geografia del crimine" cambia, quindi, rispetto al passato: vede le grandi aree metropolitane del Centro-Nord raccogliere quasi la metà di tutti i delitti italiani. Milano si conferma la provincia con la maggiore incidenza di reati, superando le settemila denunce ogni centomila abitanti, seguita da Firenze e Roma che però registrano lievi miglioramenti. All'estremo opposto, Oristano si consacra come il territorio più sicuro d'Italia, affiancata da Potenza, Enna e Benevento. Questi numeri confermano una decisa spaccatura dove il Sud, trascinato dai forti cali di realtà come Ragusa, Catania e Palermo, mostra importanti segnali di riscatto sul fronte della sicurezza cittadina.