l'iniziativa
Falsi gamberi rossi "di Mazara" al ristorante e in pescheria: la svolta tecnologica per fermare le truffe
Lo storico marchio Pescatori di Mazara lancia la tracciabilità totale dal peschereccio alla tavola, ecco come
Quanto è autentico il gambero rosso "di Mazara" che viene servito nelle sale dei ristoranti di alta cucina o esposto sulle sponde delle pescherie? A porsi la domanda è un settore sempre più minacciato dall'italian sounding e dalle falsificazioni di filiera. I numeri parlino chiaro: un'indagine condotta dall'Op Blue Sea su un campione di 93 ristoranti — tra cui 387 locali della Guida Michelin contattati — ha mostrato le drammatiche difficoltà incontrate dagli stessi addetti ai lavori nel verificare con assoluta certezza l'origine del crostaceo commercializzato sotto il celebre marchio trapanese. In un mercato opaco dove la dicitura "Mazara" sul menu spesso non garantisce nulla, la trasparenza rischia di diventare un miraggio per i consumatori.
Per spezzare questa catena di dubbi e proteggere una delle eccellenze gastronomiche più preziose del Made in Italy, il progetto Pescatori di Mazara — guidato dalla storica famiglia Genovese — ha stretto una partnership strategica con Authentico S.r.l., azienda foodtech leader nelle tecnologie applicate alla filiera alimentare. La risposta alla contraffazione arriva attraverso l'impiego della blockchain e l'introduzione del Passaporto Digitale di Prodotto, un sistema in grado di certificare in maniera inalterabile ogni singola fase della cattura e della lavorazione.
Dalla rete allo smartphone: come funziona la certificazione in tempo reale
La rivoluzione tecnologica parte direttamente a bordo delle imbarcazioni in mare aperto. Grazie all'integrazione con la piattaforma Certyclick, i marinai documentano la pescata con foto e video geolocalizzati, integrati con ora, data esatta e coordinate del peschereccio. Tutti questi elementi informativi vengono crittografati e registrati sulla blockchain di Authentico, rendendo impossibile qualsiasi successiva alterazione o falsificazione dei dati di origine. Le informazioni vengono poi collegate ai lotti di confezionamento e distribuzione.
Per l'acquirente finale o per il cliente seduto al ristorante, la verifica dell'autenticità si risolve in pochi secondi: è sufficiente inquadrare con la fotocamera dello smartphone il QR code stampato sulla confezione o riportato nel menu del locale. Si accede così all'interfaccia del Passaporto Digitale, dove è possibile visionare il video della battuta di pesca, verificare la zona FAO di cattura, conoscere il nome dell'imbarcazione e consultare le schede tecniche di conservazione. Un'innovazione che anticipa e rispetta le rigide direttive del Regolamento Europeo 2023/2842 sulla tracciabilità digitale dei prodotti della pesca, offrendo ad acquirenti e chef la certezza matematica di ciò che portano in tavola.