Aziende
100 operatori Wyeth Lederle a Catania senza lavoro dopo dieci anni: Nidil Cgil porta la vertenza in tribunale
Interrotte le missioni: vertenze avviate per contestare l'uso prolungato dello staff leasing e tutelare dignità e diritti del lavoro
«Dopo dieci anni ininterrotti di lavoro, 100 operatori di produzione che si occupano di realizzazione e confezionamento farmaci non saranno più utilizzati alla Wyeth lederle, società del gruppo Pfizer di Catania. In questi ultimi mesi, l’azienda ha interrotto le missioni per questi lavoratori che hanno operato con contratti in somministrazione». Lo rende noto il Nidil Cgil di Catania che ha «avviato le azioni giudiziarie con l’assistenza dell’avvocato Carlo Paratore, del Foro di Catania, e dell’avvocata Matilde Bidetti, del Foro di Roma, per sottoporre alle sedi competenti le questioni relative all’utilizzo prolungato dello staff leasing e alle conseguenze dell’interruzione delle missioni». Le prime undici vertenze sono già in corso.
«Per troppo tempo - afferma Giuseppe Campisi segretario Nidil Cgil Catania - queste persone hanno lavorato attraverso lo staff leasing, maturando esperienza e competenze, contribuendo concretamente al funzionamento dell’azienda. Oggi, dopo anni di lavoro, si ritrovano con le missioni interrotte e senza risposte sufficienti sul proprio futuro. Questi lavoratori non sono invisibili e meritano la stessa dignità, lo stesso rispetto e la stessa considerazione di qualsiasi altro lavoratore».
«La questione che poniamo - spiega Campisi - è chiara: è legittimo ricorrere per periodi così lunghi allo staff leasing e poi interrompere le missioni lasciando i lavoratori in una condizione di incertezza? È proprio questo che vogliamo sottoporre all’attenzione della magistratura, affinché siano verificati il corretto utilizzo di questo strumento e gli eventuali diritti maturati».
«Il nostro messaggio è semplice - conclude il segretario Nidil Cgil Catania - questi lavoratori esistono, hanno lavorato, hanno contribuito e hanno dei diritti. Non permetteremo che vengano dimenticati. Continueremo a stare al loro fianco, dentro e fuori le aule giudiziarie, perché la dignità del lavoro non può dipendere dalla durata di una missione e nessuno deve diventare invisibile dopo anni di servizio».
