La nota
Antimafia, famiglie delle vittime delle stragi si schierano con Scarpinato: tentativo di estromissione mette a rischio la Commissione
"A nostro avviso la richiesta di allontanare il senatore non è un semplice fatto procedurale, ma un’iniziativa politica di estrema gravità"
«Il Coordinamento Nazionale delle Associazioni e dei Familiari delle vittime di stragi e attentati esprime forte preoccupazione e denuncia il tentativo di estromissione del senatore Roberto Scarpinato dalla Commissione parlamentare Antimafia, che si sta cercando di porre in atto proprio in questi giorni». Lo riporta una nota.
«Questa vicenda si inserisce in un quadro che il Coordinamento denuncia da tempo - si legge nel comunicato -. Già il 29 giugno 2025 avevamo chiesto una ridefinizione degli obiettivi e della composizione della Commissione Antimafia, con la nomina di un nuovo presidente, segnalando la perdita di credibilità dell’organismo e la preoccupazione per un’impostazione dei lavori concentrata quasi esclusivamente sulla pista mafia-appalti, a discapito dell’approfondimento delle altre vicende e delle conclusioni raggiunte dalle precedenti Commissioni.
Il 12 novembre 2025 abbiamo quindi chiesto pubblicamente le dimissioni della presidente Chiara Colosimo, ribadendo la necessità di restituire alla Commissione credibilità e fiducia. Il Coordinamento ha inoltre chiesto di essere ascoltato nelle sedi istituzionali competenti, affinché la voce dei familiari delle vittime e delle associazioni che li rappresentano potesse essere presa in considerazione nel confronto sui temi delle stragi e dell’attività della Commissione. A tale richiesta, per quanto ci consta, non è arrivato alcun riscontro. Anche questo silenzio alimenta la preoccupazione di chi da anni chiede verità e giustizia e rivendica il diritto di essere ascoltato nelle sedi democratiche», prosegue la nota. «È evidente, a nostro avviso, che la richiesta di allontanare Scarpinato non sia un semplice fatto procedurale, ma un’iniziativa politica di estrema gravità. Il rischio è che venga ulteriormente ristretto lo spazio per approfondire le stragi e gli attentati che hanno segnato la storia repubblicana nel biennio 1992-1993». «Non possiamo accettare che la Commissione Antimafia si trasformi in uno strumento di contrapposizione politica o di censura, anziché operare come organo di indagine e approfondimento nell’interesse della collettività», aggiungono. Tra i firmatari: Paolo Bolognesi, presidente onorario dell’associazione dei familiari delle vittime della strage di Bologna; Salvatore Borsellino, presidente Movimento Agende Rosse e fratello del magistrato Paolo Borsellino, ucciso nella strage di Via D’Amelio; Paolo Lambertini presidente dell’associazione dei familiari delle vittime della strage di Bologna e tanti altri.
