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Inchiesta corruzione al Cts di Gaetano Armao: «Erano regolari consulenze e non mazzette»

Davanti il gip di Palermo sfilano gli indagati. Dopo tocca all'ex vicepresidente della Regione

12 Ottobre 2026, 21:19

21:20

Inchiesta corruzione al Cts di Gaetano Armao: «Erano regolari consulenze e non mazzette»

Al Palazzo di Giustizia di Palermo è entrata nel vivo la fase degli interrogatori davanti alla gip Giuseppa Zampino per i nove indagati nell’inchiesta per corruzione che coinvolge anche l’ex vicepresidente della Regione Siciliana, Gaetano Armao.

Nelle prime audizioni, manager, medici e imprenditori destinatari di richieste di misure cautelari hanno scelto di rispondere alle domande di pm e giudice, depositando perizie, atti contrattuali e mettendo a disposizione i propri dispositivi elettronici, nel tentativo di confutare l’impianto accusatorio.

Marco Gentile Malacarne, già co-direttore del Gruppo CVA, per il quale la Procura ha chiesto i domiciliari, ha replicato alle contestazioni, negando recisamente qualsiasi ipotesi corruttiva. Ha spiegato di essersi limitato a rinnovare un preesistente e regolare contratto di consulenza professionale che l’avvocato Pierluigi Matta intratteneva già con le sue società. La difesa ha così provato a smentire la ricostruzione degli inquirenti, secondo cui i compensi versati a Matta per prestazioni ritenute fittizie avrebbero in realtà occultato mazzette destinate ad Armao per ottenere favori amministrativi.

Linea analoga da parte dell’imprenditore agrigentino Sergio Vella, che si è sottoposto all’esame di giudice e pm rivendicando la propria totale estraneità. I suoi legali, gli avvocati Pasquale Contorno e Nicolò Grillo, hanno depositato una relazione di consulenza tecnica informatica. Dall’analisi dei dati investigativi e delle intercettazioni, sostengono, non emergono riferimenti o contatti tra Vella e Armao. La difesa ha inoltre evidenziato la concreta consistenza professionale dell’incarico affidato all’avvocato Matta e l’assenza di qualunque rapporto dell’imprenditore con la Commissione tecnica specialistica regionale per le autorizzazioni ambientali.

Particolarmente articolato l’intervento di Veruska Costanzo, medico e dipendente della Samo, per la quale i pm hanno chiesto il divieto di dimora. La dottoressa ha reso dichiarazioni spontanee e, tramite il suo legale Ivan Albo, ha messo a disposizione i propri telefoni cellulari per chiarire elementi di contesto non ricompresi nella richiesta della Procura. L’avvocato Albo ha contestato l’uso di “suggestioni espressive” e di formule come “messa a disposizione” presenti nei capi d’imputazione, chiedendo a inquirenti e gip di specificare quale contributo causale concreto sarebbe imputabile alla Costanzo. La difesa ha ribadito che la professionista non ha mai fatto da “ponte” tra la politica e le sanità convenzionate, essendosi dedicata esclusivamente, da oltre vent’anni, al settore delle cure palliative.

Ha parlato anche Mario Lupo, ex presidente della Samot Onlus, il quale, uscendo dall’aula, ha riferito ai cronisti di aver risposto a tutte le domande di gip e pm, riaffermando la propria estraneità alle contestazioni relative all’emendamento sulle percentuali di medici non specializzati e al blocco del decreto regionale sulla concorrenza nelle cure palliative.

Dopo questa prima tranche di esami, il calendario prosegue domani mattina martedì con le audizioni dei protagonisti del filone politico-istituzionale. Compariranno l’ex vicepresidente regionale Gaetano Armao e l’avvocato Pierluigi Matta — per i quali la Procura di Palermo ha richiesto la custodia cautelare in carcere — oltre al deputato regionale dell’Mpa Giuseppe Lombardo e al presidente della Samo, Luigi Zancla. La gip Zampino valuterà le argomentazioni e gli elementi difensivi emersi per decidere sull’eventuale adozione delle misure cautelari.