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«No, aiuto, basta»: le ultime urla di Agostino, il palermitano morto a Lodi durante un controllo dei carabinieri

Il dramma in via Vittime della Violenza dove un l'uomo di 39 anni ha perso la vita in ospedale. La Procura apre un fascicolo di indagine

12 Ottobre 2026, 22:48

22:50

«No, aiuto, basta»: le ultime urla di Agostino, il palermitano morto a Lodi durante un controllo dei carabinieri

Un dramma ancora avvolto da molti interrogativi si è consumato all’alba a Lodi. Agostino Conigliaro, 39 anni, originario di Palermo ma cresciuto e residente alle porte di Sant’Angelo Lodigiano, è morto all’ospedale Maggiore dopo oltre sette ore di agonia nel reparto di Rianimazione. L’uomo, sposato e padre di un bimbo piccolo, aveva alle spalle problemi di tossicodipendenza e alcuni precedenti risalenti nel tempo, ma non risultava segnalato per reati contro il patrimonio.

L’episodio è avvenuto intorno alle 4.30 in via Vittime della Violenza, dove i residenti di un complesso condominiale sono stati svegliati dalle urla di un individuo che si aggirava nel vialetto dei box in evidente stato di agitazione. Secondo diverse testimonianze, il trentanovenne, come in preda a un raptus, avrebbe scavalcato recinzioni e muri, arrampicandosi sui tetti dei garage e saltando da una copertura all’altra.

Nel corso di questa sequenza è precipitato da un’altezza di circa tre metri, finendo sul tetto di un’auto parcheggiata. Resta da chiarire perché si trovasse in quel quartiere a quell’ora della notte. Allertate le forze dell’ordine, i Carabinieri — la cui caserma è a brevissima distanza — sono intervenuti in pochi minuti. Di fronte a quella che hanno definito una «persona non gestibile», i militari spiegano di aver adottato manovre di contenimento per tutelarne l’incolumità, immobilizzandolo a terra senza ricorrere al taser. In quei momenti concitati, alcuni presenti hanno riferito di aver udito le grida: «No, no, aiuto, basta, basta».

Poco dopo, l’uomo è stato colpito da un improvviso malore ed è andato in arresto cardiaco. I militari hanno iniziato immediatamente le manovre di rianimazione cardio-polmonare, utilizzando anche un defibrillatore. All’arrivo dei sanitari del 118, il trentanovenne è stato intubato e trasferito d’urgenza all’ospedale Maggiore, dove è stato ricoverato in condizioni gravissime. È deceduto dopo più di sette ore. La Procura della Repubblica di Lodi ha aperto un fascicolo per ricostruire con precisione le cause del decesso e la sequenza degli eventi.

I Carabinieri intervenuti sono stati sentiti a sommarie informazioni, mentre nelle prossime ore verranno acquisiti e analizzati i filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona. L’autorità giudiziaria ha disposto l’autopsia, con esami tossicologici correlati, per chiarire l’origine dell’arresto cardiaco e verificare l’eventuale assunzione di sostanze. Il primo esame esterno della salma non ha evidenziato segni particolari.